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Musei: Firenze, nuova vita per Sala Michelangelo al Bargello

06 marzo 2014 | 14.48
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Nuovo allestimento di due delle sale piu' celebri e piu' visitate del Museo Nazionale del Bargello a Firenze: si tratta della Sala di Michelangelo, al pianterreno, e della Sala dell'Armeria, al secondo piano. ''Non poteva esservi, per ricordare Michelangelo, miglior omaggio che ripensare e ripresentare la sala a lui dedicata, dove i suoi capolavori sono attorniati dalle opere di scultori fiorentini profondamente modellati dalla sua titanica presenza''. Lo ha detto la soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, illustrando oggi il progetto giunto a compimento. Nella stessa occasione Beatrice Paolozzi Strozzi, direttrice del Bargello, ha presentato due nuove pubblicazioni destinate ai visitatori, che testimoniano una parte dell'attivita' del Museo negli ultimi anni: la prima Guida ufficiale e completa del Bargello e il Catalogo degli Acquisti e donazioni 2003-2013.

Dalla sua inaugurazione nel 1975, la Sala di Michelangelo ha subito molte modifiche che avevano compromesso la coerenza e anche la fruibilità delle opere rispetto all'allestimento realizzato allora sotto la direzione di Luciano Berti, su un progetto originale di Carlo Cresti: sia per l'inserimento di nuove opere, anche di grandi dimensioni (come il basamento originale del Perseo celliniano, il Bacco bronzeo del Giambologna, o la Fiesole del Tribolo), sia per la ''sottrazione'' di altre, trasferite altrove in museo (come la grande tavola dell'Allori con allegorie medicee, esposta dal 1982 nella sala Carrand).

Negli ultimi tre anni, in seguito alla mostra dedicata a Ammannati, abbiamo cominciato a mettere in atto una nuova sistemazione dell'intera sala, che restituisse coerenza al percorso dei visitatori e garantisse alle opere esposte un'adeguata spazialità. Anche grazie al contributo dell'Associazione ''Amici del Bargello'', trova oggi compimento il nuovo progetto complessivo, affidato allo Studio Guicciardini e Magni e a Maria Cristina Valenti, che ne ha diretto tutte le fasi di realizzazione, riuscendo ad evitare la chiusura al pubblico della sala durante i lavori.

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