cerca CERCA
Venerdì 14 Maggio 2021
Aggiornato: 18:56
Temi caldi

Napoleone: dopo 'Guerra e Pace' Fernanda Gattinoni lancia lo stile Impero

30 aprile 2021 | 16.59
LETTURA: 2 minuti

alternate text
Audrey Hepburn nella scena del ballo in 'Guerra e Pace' con l'abito firmato dalla maison Gattinoni

Se non fosse stato per 'Guerra e Pace' forse Fernanda Gattinoni e Audrey Hepburn non si sarebbero mai incontrate. "Troppo perfettina- diceva di lei la celebre couturière, fondatrice della storica maison - Eppure qualsiasi abito indossi risplende come un gioie, diretta da King Vidor, una stilista di grido che potesse imprimere fortemente il segno della modernità, rileggendo uno stile. E Fernanda Gattinoni era una delle signore dell'alta moda internazionale. Il suo atelier di via Marche era frequentato da aristocratiche, principesse, regine in esilio, grandi star del cinema. Era insomma la persona giusta.

Anche se lo stile Impero non la convinceva, all'inizio. "Troppo disadorno, almeno per sfilare". Eppure dopo la prova (vinta) del celebre kolossal lo stile Impero entrò nel dna della griffe. Subito dopo l'uscita del film nel 1956 la Fernanda Gattinoni sfilò con la collezione 'Natasha', un omaggio alla protagonista di 'Guerra e Pace' a cui si ispirò, negli anni '80, l'attuale direttore artistico Guillermo Mariotto.

"Napoleone è di casa in via Toscana - scherza con l'Adnkronos Stefano Dominella, presidente della maison - Uno stile che ha sempre caratterizzato un'epoca, un taglio nuovo, una nuova sensualità che parte dalla classicità per testimoniare la voglia di cambiamento e rinnovamento che c'era nelle donne anche e soprattutto attraverso l'abito. Addio a panier e coulisson, busti e crinoline, a quella alchimia quasi ingegneristica che c'era dietro ad un vestito - prosegue Dominella alla guida anche del settore Moda di Unindustria Lazio- Si prediligono i tagli flou, le trasparenze e nuovi materiali come l'organza, il cotone, il satin, lo chiffon. Si accostavano al corpo, sensualmente, senza segnarlo".

Sessanta abiti, ma anche cappotti, mantelle per 'Guerra e Pace'( una candidatura all'Oscar proprio per i costumi) furono realizzati da Fernanda Gattinoni e dalla sua maison, spesso in più 'copie' per timore che si rovinassero, come la mise del ballo di Natashia, ricami e décor creati, per l'occasione negli atelier di Burano, per un impegno finanziario di oltre 100 milioni di lire. "Ritornò pochissimo indietro di quell'investimento - ricorda ancora Stefano Dominella- Solo qualche anticipo, cambiali scadute e mai onorate. In cambio i due produttori, Ponti e De Laurentiis, ci lasciarono gli abiti del film, che ancora conserviamo gelosamente, che girano il mondo per mostre e esposizioni".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza