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Fortuna violentata e gettata dal balcone: "Uccisa perché non voleva più subire abusi"

29 aprile 2016 | 10.53
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La madre di Fortuna con una foto della piccola (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Svolta nelle indagini sulla morte della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni morta dopo essere precipitata da un balcone nel Parco Verde di Caivano (Napoli) il 24 giugno 2014. Con le accuse di violenza sessuale e omicidio è stato arrestato dai carabinieri un uomo, compagno di una vicina di casa di Fortuna. La donna è la madre di Antonio Giglio, il bimbo di 3 anni che morì circa un anno prima della piccola in circostanze analoghe, cadendo da un balcone.

L'esame autoptico disposto dalla Procura di Napoli Nord sul corpo della piccola Fortuna svelò gli "abusi sessuali cronici" ai quali la bimba era sottoposta. Le lesioni agli organi interni rilevate dai periti nell'autopsia erano inoltre compatibili "con una caduta da oltre 10 metri". Le indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord e condotte dai Carabinieri si sono poi concentrate su una presunta rete di pedofili attiva nella zona.

Secondo l'ipotesi della Procura di Napoli Nord, l'uomo arrestato oggi avrebbe costretto la bambina a salire sul terrazzo all'ottavo piano dello stabile nel quale entrambi abitavano. Da qui l'avrebbe lanciata nel vuoto, probabilmente a seguito del rifiuto della minore di subire l'ennesima violenza sessuale.

L'uomo, secondo gli investigatori, avrebbe costretto Fortuna a subire ripetuti atti sessuali; inoltre avrebbe abusato sessualmente di altre due minori, una delle quali compagna di gioco di Fortuna. Nell'ambito della stessa indagine sia l'uomo sia la compagna sono stati già raggiunti da provvedimenti cautelari personali per violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 12 anni.

Una bottiglia incendiaria è stata lanciata contro l'abitazione nella quale è agli arresti domiciliari la compagna del presunto omicida di Fortuna. Il fatto è accaduto oggi a mezzogiorno. La molotov ha causato leggeri danni a una finestra.

"La giustizia non deve avere alcuna pietà", ha detto Angelo Pisani, che con Sergio Pisani assiste i nonni della piccola Fortuna. "Fin dai primi sopralluoghi con i consulenti della difesa - spiega Pisani - era emersa con chiarezza l'ipotesi di un atroce movente a sfondo sessuale. Oggi finalmente arriva giustizia grazie al grande lavoro della Procura di Napoli Nord, che ha operato in un contesto fra i più terribili del Paese. In memoria di Fortuna è nostro dovere salvare tanti altri bambini come è già stato fatto durante le indagini, la giustizia non deve avere alcuna pietà", conclude.

L'arresto del presunto omicida della piccola Fortuna "è una notizia che abbiamo accolto con grande sollievo", ha detto don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo nel Parco Verde di Caivano (Napoli), commentando all'Adnkronos la svolta nelle indagini. "Per noi, per tutta la comunità, sono stati due anni di angoscia - spiega don Patriciello - abbiamo sospettato di tutti, ci siamo guardati in cagnesco, nessuno sapeva chi fosse il vicino di casa. Tutto questo ha pesato tantissimo, terribilmente, in un quartiere già difficile come il Parco Verde. E' stato come trovarsi in un campo minato, dove non sai dove sono sepolte le mine antiuomo".

In una nota il fondatore dell'associazione antipedofilia Meter, don Fortunato Di Noto, scrive: la morte della piccola Fortuna, che ha svelato il terribile dietro le quinte del giro di pedofilia di cui era vittima, "sia monito e impegno a lottare contro la pedofilia e gli abusi".

Per il segretario federale della Lega Nord e presidente Ncs Matteo Salvini per l'omicida di Fortuna "la galera non basta". "Castrazione chimica e lavori forzati, fino alla fine dei suoi miseri giorni", scrive su Facebook.

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