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Napoli, filmò la moglie mentre moriva: denunciato per omicidio

01 marzo 2021 | 16.31
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A sporgere denuncia i fratelli della donna che avrebbero acquisito "nuove prove". Indagini precedenti avevano accertato che il marito aveva filmato gli eventi su indicazione del neurologo

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(Fotogramma)

Una denuncia per omicidio è stata presentata alla Procura di Torre Annunziata (Napoli) dai fratelli di Sara Aiello, 36enne di Pimonte morta il 3 giugno 2015 nella sua abitazione di Pompei per cause naturali, secondo i periti nominati dal gip nell'ambito delle indagini svolte all'epoca. I fratelli della donna, rappresentati dagli avvocati Felice Forgione e Salvatore Pettirossi, hanno presentato una denuncia per omicidio volontario nei confronti del marito della donna. Nella denuncia, si legge in una nota, vengono riportate "nuove prove scoperte grazie al lavoro di consulenza effettuato da Emme Team, dopo essere riusciti finalmente ad ottenere gli audio delle chiamate al 118 di quella notte".

Secondo i fratelli della donna, il marito della vittima "filmò per quasi nove minuti la moglie agonizzante, fino al suo decesso, per poi chiamare i soccorsi. Quello che è finalmente emerso chiaramente dal lavoro dei consulenti è che dopo aver interrotto la ripresa video, l'uomo non chiamò immediatamente il 118, anzi aspettò altri due minuti. In una prima chiamata dichiarò che la vittima era in arresto cardiaco, chiedendo un soccorso immediato, ma nella telefonata successiva al contrario affermò che Sara Aiello era ancora in vita, respirando e senza le vie aeree ostruite.

Questo quando in realtà, secondo quanto emerso dall'analisi delle chiamate registrate, che riportano sempre data, orario e durata precise, erano già trascorsi quasi 13 minuti". Sempre secondo la ricostruzione fornita dai fratelli sulla base delle indagini svolte da Emme Team, "si attesero ben 37 minuti dopo la morte, ripresa in diretta dal marito, per cercare di prestare a Sara Aiello soccorso adeguato con tanto di defibrillazione per far ripartire il cuore". Secondo le indagini dell'epoca, il marito aveva filmato gli eventi su indicazione del neurologo che aveva in cura la donna, per comprendere di quale patologia si trattasse. La donna, secondo quanto chiarito dall'autopsia, soffriva di una cardiopatia ereditaria congenita a cui si era associata una presunta patologia epilettica.

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