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Napoli, in 100 a messa per Mussolini: ci sono anche 2 candidati a europee

28 aprile 2014 | 20.32
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Due candidati alle elezioni europee per Fratelli d'Italia e il vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli insieme per ricordare Benito Mussolini. Con loro circa un centinaio di persone, molti i giovani, riunite nella Chiesa di San Ferdinando in Piazza Trieste e Trento a Napoli, per seguire la messa in suffragio del Duce che, come da tradizione, ogni anno viene richiesta dai combattenti della Repubblica Sociale.

"Credo che i momenti di commemorazione abbiano sempre senso", dichiara Antonio Iannone, presidente della Provincia di Salerno e candidato al Parlamento Europeo nella lista Fdi-An per la circoscrizione Sud. "Non ci avventuriamo in giudizi storici - aggiunge - per noi e' una pagina della storia italiana che resta indelebile. Determinati valori, nello scadimento della politica attuale, vanno recuperati ma tenendo lo sguardo sempre al futuro. Dobbiamo recuperare l'orgoglio nazionale, che serve anche alla luce delle vicende odierne che creano sconcerto come quella dei maro'".

Sulla propria posizione di candidato alle elezioni europee Iannone spiega: "Il fascismo e' un fenomeno che appartiene alla storia, cosi' come il comunismo. Fratelli d'Italia e' un partito che guarda al futuro e al recupero del ruolo della sovranita' nazionale per costruzione una nuova Europa dei popoli, nella quale le identita' concorrono e non confliggono".

E' d'accordo anche Luigi Rispoli, presidente del Consiglio provinciale di Napoli e candidato alle europee sempre nella lista Fdi-An: "Il Movimento sociale italiano con Almirante per anni ha promosso l'idea di un'Europa nazione e anche oggi credo ci sia la necessita' di superare l'attuale Europa proposta, che non piace a noi e che non sarebbe piaciuta neanche a De Gasperi o Schopenauer".

Presente anche Marco Nonno, vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli, che sottolinea la natura privata della sua partecipazione: "Questa messa non ha niente a che fare con la politica attuale ne' con le questioni quotidiane. Non e' apologia di fascismo ma e' un gesto affettivo per un uomo che ha lascisto un'impronta nella storia dell'Italia".

Padre Luca Silvestri, parroco della Chiesa di San Ferdinando, nell'omelia dice: "Mussolini era un uomo di speranza, che ha aiutato la vita degli altri uomini. Disse che governare significa avere la visione di tutti i bisogni della nazione. Se facciamo nostra questa visione si puo' costruire una societa' orientata all'amore di Dio e del prossimo".

Interpellato dai cronisti al termine della funzione spiega: "Sono sacerdote e celebro gli anniversari di tutti i defunti, di qualunque credo politico e senza alcun giudizio politico".

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