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Napoli, Istituto italiano per gli studi filosofici dichiarato 'Bene comune della città'

08 aprile 2014 | 16.18
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L'Istituto italiano per gli studi filosofici e la sua Biblioteca sono 'Bene comune della città di Napoli di rilievo nazionale e internazionale'. Lo ha sancito il Consiglio comunale di Napoli, votando all'unanimità una delibera che riconosce all'istituto fondato dall'avvocato e filosofo Gerardo Marotta lo status di bene comune della città "per la sua incessante e proficua opera di fusione della cultura umanistica e scientifica".

Presente in aula, Marotta è stato salutato al suo ingresso da un applauso di tutti i consiglieri. Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha voluto dare il benvenuto all'avvocato Marotta ricordando due convegni organizzati presso l'Istituto dall'associazione dei magistrati e definendo l'Istituto "luogo di libertà e di libero pensiero, perenne rivoluzione dell'anima e dei cuori".

Nella relazione del presentatore della delibera, il consigliere Antonio Luongo, è stata ricordata "l'attività che da 38 anni l'Istituto svolge" e il valore della biblioteca che "con le sue 300mila opere rappresenta il nucleo centrale dell'attività dell'Istituto". A sostegno della delibera è intervenuto anche il presidente della Commissione Cultura del Consiglio comunale, Maria Lorenzi, che ha parlato di "cecità da parte delle istituzioni, soprattutto statali, che hanno fatto venir meno il sostegno dei finanziamenti alla straordinaria mole di lavoro prodotta dall'Istituto", chiedendo che "si trovi una soluzione logistica e finanziaria degna".

La consigliera Elena Coccia ha ricordato "l'opera di Marotta, che ha messo a disposizione tutti i suoi beni per l'opera di costruzione della classe dirigente non solo culturale della città, dopo che la giovane classe dirigente della Rivoluzione del 1799 fu falcidiata dalla reazione di quelli che oggi si chiamano 'poteri forti', producendo una frattura insanabile tra la borghesia ed il popolo" e concludendo con "la speranza che si possa finalmente e di nuovo riaprire la porta del Palazzo Serra di Cassano, rimasta chiusa dopo l'esecuzione di Gennaro Serra".

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