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Napoli: poliziotto ucciso, l'amico 'sempre solare nonostante le difficoltà'

27 aprile 2020 | 11.25
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di Silvia Mancinelli

Pasquale Apicella era un agente scelto con alle spalle tre delle tappe più dure. Milano, Scampia, Secondigliano, il poliziotto morto questa notte in servizio era sempre in prima linea. "Aveva una straordinaria voglia di fare, per questo, nonostante la sua vita familiare complicatissima, aveva fatto domanda per andare alla Squadra Mobile di Napoli" racconta all'Adnkronos Mauro Di Giacomo, segretario provinciale Fsp di Napoli. Pasquale, che il 13 aprile scorso aveva compiuto 37 anni, era sposato con Giuliana, 32 anni casalinga e aveva un bambino di 6 anni e una bimba di 3 mesi, il più grande da tempo in cura all'ospedale Bambino Gesù.

In Polizia di Stato dal 2014, era un ex militare. In forza al commissariato Secondigliano, viveva a Marano in provincia di Napoli con i suoceri. "Gli dicevano - racconta ancora il sindacalista - cosa vai a fare alla Squadra Mobile, che già fai avanti e indietro con tuo figlio tra Roma e Napoli?' Ma lui era instancabile, nonostante le difficoltà sempre solare. Rispondeva 'Mi piace troppo fare questo lavoro' e non si fermava mai, sempre disponibile, non si buttava mai giù".

E' stato dimesso dall'ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stato portato nella notte dopo il violentissimo incidente costato la vita a Pasquale APICELLA, il collega che sedeva accanto a lui. S.C., assistente capo coordinatore, è sotto choc ma in buone condizioni di salute.

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