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Napolitano avverte sulle riforme: "Non possiamo restare prigionieri di paralisi e impedimenti" /ASCOLTA

23 ottobre 2014 | 12.23
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Il Capo dello Stato nel corso della cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro, sollecita a varare "con passo celere e determinazione, cambiamenti essenziali". Poi: ''Si sta diffondendo sempre più insofferenza per vecchi assetti di potere''

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Napolitano con i nuovi alfieri del Lavoro (foto Quirinale)

"Non possiamo restare prigionieri di paralisi e impedimenti. Occorre varare, con passo celere e determinazione, cambiamenti essenziali". Così Giorgio Napolitano, in occasione della consegna delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno di quest'anno. "Continuerò a svolgere il mio ruolo di garante dell'unità nazionale, di tutore di regole che siano realmente tali -aggiunge- e non paraventi tesi a difendere l'esistente. Continuerò ad operare in questo senso nei limiti delle mie forze".

Ancora una volta il capo dello stato insiste sulle riforme strutturali ''non più rinviabili'' ma "sul piano politico" ci sono "troppe incomprensioni, contrapposizioni, pregiudizi e atteggiamenti frenanti" che sono "espressione di conservatorismi e corporativismi". Bisogna andare avanti con le riforme, aggiunge Napolitano, anche perché in Italia "si sta diffondendo un senso di insofferenza per il trascinarsi di vecchi assetti strutturali e di potere, e insieme di determinazione, forte come da lungo tempo non si vedeva, a non fermarsi per strada nel perseguire riforme e cambiamenti, in varia misura avviatisi".

Il Capo dello Stato, nel suo discorso parla anche della crisi: "Perché il nostro Paese esca dalla crisi e torni a crescere, libero da zavorre, dobbiamo tutti, come cittadini democratici in nome dello Stato, mettercela tutta". Ma l'Italia da sola non può farcela. ''Tocca alla Ue imboccare ora la strada di politiche decisamente orientate alla crescita". Uno sforzo che l'Unione deve compiere nel suo insieme perché tutti "accusano i colpi della stagnazione, se non deflazione".

Prima della consegna da parte di Napolitano delle insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro e degli attestati ai nuovi Alfieri del Lavoro, questa mattina, hanno preso la parola il presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D'Amato e il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.

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