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Consulta, di nuovo fumata nera. Monito di Napolitano: "Gravi interrogativi"

17 settembre 2014 | 13.46
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Ancora nulla di fatto dopo il mancato quorum di martedì: a Luciano Violante sono andati 518 voti, a Donato Bruno 511. Renzi e Berlusconi a colloquio due ore. Il capo dello Stato torna a sollecitare il Parlamento: "Paralisi pone gravi interrogativi, pensare alle conseguenze". E sottolinea: "Non prevalga la settaria pretesa di considerare idonei solo i candidati delle propria parte". Consulta, tra il 1995 e il 1997 il record di vacatio: 623 giorni senza plenum

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Adnkronos)

Nuova fumata nera per l'elezione di due componenti della Corte Costituzionale. A Luciano Violante sarebbero andati 518 voti, a Donato Bruno 511. I candidati Pd e Fi alla Consulta sono rimasti quindi ben al di sotto della soglia necessaria di 570 voti per essere eletti dal Parlamento in seduta comune alla Corte Costituzionale.

Fumata nera anche per il Csm: il Parlamento in seduta comune non è riuscito ad eleggere i componenti mancanti e il candidato Fi con più chance, Pierantonio Zanettin si è fermato a 448 voti. Hanno ottenuto voti, secondo il risultato proclamato in aula: Zaccaria, 136; Paniz, 35; Marotta, 33; Falanga, 26; Violante, 16; Bruni, 14; Vitali, 10; Balducci, 7. Voti dispersi 36, schede bianche 115, 39 nulle. La nuova votazione del Parlamento in seduta comune si terrà domani alle 9.30, unitamente a quella per i componenti della Consulta.

Pd e Fi, inoltre, sostengono la candidatura al Csm di Pierantonio Zanettin, nuovo nome indicato dagli azzurri dopo il ritiro di Luigi Vitali. Sia il M5S sia Sel hanno votato scheda bianca.

Anche oggi non sono mancati contatti e incontri per cercare di uscire dalla palude in cui si sono impantanati Fi e Pd. Anche dal voto di oggi, come da quello di martedì sono emerse con chiarezza fronde interne che bloccano la nomina del tandem Violante-Bruno e si attendono segnali chiari.

Incontro Renzi-Berlusconi - Silvio Berlusconi, accompagnato da Denis Verdini e Gianni Letta, si è recato intanto nel pomeriggio a Palazzo Chigi per un incontro con Renzi. Due ore di vertice per mettere alcuni punti fermi sulle riforme e non solo. Silvio Berlusconi viene ricevuto da Matteo Renzi dopo le forti tensioni di queste ore sulle nomine alla Consulta. In gioco c'è la tenuta del patto del Nazareno, che a causa delle varie fumate nere in Aula sui giudici costituzionali e il Csm ha cominciato a vacillare, mandando in fibrillazione Fi e Pd. L'ultimo incontro tra i due leader si è tenuto il 3 luglio scorso. Oggi, la necessità di fare un 'tagliando' all'accordo firmato il 18 gennaio. Il Cav e il premier hanno deciso di accelerare sulla legge elettorale, come confermato dal vicesegretario Dem, Lorenzo Guerini. Forza Italia, infatti, vuol sapere che fine abbia fatto l'Italicum e avrebbe chiesto garanzie sull'approvazione.

Il Cav avrebbe confermato un'opposizione responsabile, anche se il suo partito non farà sconti sul fronte economico, vista la difficile situazione economica. Nessuno pensi di fare a meno di noi, Fi resta determinante, avrebbe sottolineato il leader azzurro ai suoi, rimarcando il suo peso politico. Confermato anche dall'incontro serale con la consulta della sicurezza per cercare una soluzione al blocco dei tetti salariali, sui quali il governo si sta impegnando a trovare le risorse. Il leader del centrodestra resto io, avrebbe ricordato Berlusconi a chi lo ha sentito. Una posizione che il leader di Fi e' determinato a far pesare anche nella trattativa per i candidati alle regionali.

Berlusconi nell'incontro di palazzo Chigi avrebbe espresso di persona al premier l'apprezzamento per il toni dell'ultimo intervento in parlamento, specie sul tema a lui caro della giustizia. Non e' sfuggita al Cavaliere la 'svolta' garantista che Renzi ha voluto imprimere alla sua maggioranza. Altro tema che aveva mandato in fibrillazione lo stato maggiore azzurro, l'ipotesi di elezioni anticipate. Su questo punto, a precisa richiesta del Cav, il premier avrebbe ribadito che il suo governo ha un orizzonte di legislatura e non e' in vista un ritorno alle urne a breve.

Il monito di Napolitano - La nuova votazione arriva dopo che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha esortato il Parlamento a superare lo stallo, stigmatizzando il comportamento delle forze politiche, fin qui incapaci di trovare un punto di sintesi.

"Il succedersi senza risultati conclusivi delle votazioni del Parlamento in seduta comune per la elezione dei componenti laici del Csm e dei giudici della Corte costituzionale destinati a succedere ai due che hanno completato il mandato, solleva gravi interrogativi. Che si siano verificati nel passato analoghi infelici precedenti, nulla toglie a tale gravità", sottolinea il capo dello Stato.

I quorum elevati per eleggere i giudici della Consulta e i componenti laici del Csm da parte del Parlamento "implicano tassativamente convergenze sulle candidature e piena condivisione nell'espressione dei voti tra forze politiche diverse, di maggioranza e di minoranza", afferma Napolitano.

"Non so - sottolinea il capo dello Stato - se tutti i partecipanti alle votazioni in corso abbiano chiara in modo particolare una importante questione su cui desidero richiamare la loro attenzione. Di recente, e specialmente nella discussione in Senato sul superamento del bicameralismo paritario, si è sollevato da varie parti politiche il tema di un elevamento dei quorum previsti dalla Costituzione del 1948 per l'elezione da parte dei parlamentari a determinati incarichi di rilevanza costituzionale. Si ritenne necessario l'elevamento di tali quorum dopo l'adozione, nel 1993 e nel 2005, di leggi elettorali maggioritarie e in vista dell'adozione di una nuova (per il momento approvata solo in prima lettura dalla Camera) anch'essa maggioritaria".

"Ove vengano da parte di qualunque forza politica, o di singoli suoi rappresentanti in Parlamento, e finiscano per prevalere immotivate preclusioni nei confronti di candidature di altre forze politiche o la settaria pretesa di considerare idonei solo i candidati delle propria parte, il meccanismo si paralizza e lo stesso istituto di garanzia rappresentato dal sistema dei quorum qualificati si logora e può essere messo in discussione in senso opposto all'orientamento che ho prima richiamato. Si rifletta dunque bene -conclude Napolitano - anche su questo aspetto non secondario delle conseguenze del protrarsi di un complessivo nulla di fatto nelle votazioni in corso, che innanzitutto impedisce l'insediamento nel nuovo Csm".

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