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Nasce ASI Gusto

08 giugno 2021 | 11.47
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Ettore De Conciliis, responsabile nazionale ASI Gusto (nella foto durante il seminario “Comunità e Terzo Settore”, organizzato a Colli sul Velino il 5 e 6 giugno da ASI Terzo Settore del Lazio e dai Gruppi di Ricerca Ecologica)

Nasce 'ASI Gusto' nell'alveo del Terzo Settore dell'Ente ASI. Ma cosa si propone? Lo spiega il suo Responsabile Nazionale, Ettore De Conciliis.

Con la concomitanza della attuazione del Codice del Terzo Settore e della istituzione del RUNTS (che, purtroppo, ancora faticano ad entrare in pieno regime), insieme alle enormi risorse stanziate nel PNRR (che, ahinoi, coinvolgono il Terzo Settore troppo poco e troppo marginalmente) si apre, forse, una stagione di Economia Sociale di Mercato.

Il Terzo Settore ha da intendersi come realtà sociale, economica e culturale capace di evolversi, per certi versi di anticipare la evoluzione dei tempi, raccogliendo per rioffrire, talento, ingegno, primato, impegno e dedizione in maniera organica, strategica, sistemica; esso dovrebbe essere tutto ciò che il Pubblico non riesce (ed il Privato non vuole) fare fino in fondo: assistenza, servizi, progresso diffuso, cultura, tutela e formazione senza l'assillo del profitto, e quindi considerarsi per certi versi "servizio pubblico allargato", ma anche produttività, lavoro e volumi d'economia, e quindi considerarsi, per altri, "mercato caratterizzato da sussidiarietà".

L'ambizione, pressoché ancora solo teorica, di una tripartizione equiparata fra Stato, Mercato e Terzo Settore, sarà il vero passaggio dal welfare State al welfare Community, ma fino ad allora un grande Ente come ASI non può non essere della partita, e non offrire al suo mondo associativo di riferimento, le potenzialità offerte dagli strumenti oggi in vigore ed in itinere.

ASI guarda al mondo della ristorazione

Fra i possibili campi di applicazione pratica, assunta anche la tradizionale presenza della offerta di cibi e bevande all'interno delle nostre associazioni, il novello Settore ASI Gusto, in via di definizione, si pone target ambiziosi: da un lato incentivare e promuovere questo tipo di offerta già presente nel nostro circuito associativo, dall'altro schiudere i propri perimetri e favorire un nuovo tipo di associazionismo del Terzo Settore. Per farlo, oggi, abbiamo deciso di guardare al mondo della ristorazione, e in genere al comparto del Food, panorama di impresa i cui confini, ormai, si allargano anche alla promozione del territorio, alla valorizzazione delle eccellenze, alla custodia delle tradizioni, finanche alla spettacolarizzazione televisiva e social.

Ristorazione in Italia? 86 miliardi di euro

Il volume d’affari della ristorazione in Italia, nel 2019, è stato di 86 miliardi di euro; le 336.000 imprese del settore vedono oltre 56.000 attività gestite da under 35 ed una su tre con guida al femminile, e hanno garantito 1,2 milioni di posti di lavoro diretti. Contemporaneamente la pressione fiscale italiana è tra le più alte in Europa e raggiunge facilmente la percentuale record di oltre il 53% sui ricavi dell’impresa, articolata nella cervellotica frammentazione di oneri e tributi. La ristorazione, per altro, patisce gravami burocratici che comportano ulteriore dispendio di risorse e di energie. Le restrizioni e le chiusure della legislazione antipandemica, hanno comportato per il settore della ristorazione danni fino all'80% del fatturato pre-covid ed il comparto è sostanzialmente allo stremo, con le conseguenze sociali che ciò comporta e con la dissipazione di quella cultura dalla ospitalità tipica della ristorazione italiana.

UN PATRIMONIO COSÌ SIGNIFICATIVO DI LAVORO E DI ITALIANITÀ RISCHIA DI FALLIRE NONOSTANTE SIA UNO DEI SIMBOLI TRAINANTI DELLA NOSTRA ECONOMIA E DELLA NOSTRA STESSA IDENTITÀ...

Abbiamo una risposta, certo non risolutiva in termini assoluti, ad una emergenza di questo tipo? Forse sì.

Un ristorante può non essere semplicemente un’attività imprenditoriale, ma un vero e proprio laboratorio sociale, capace non solo di valorizzare le specialità enogastronomiche e le eccellenze agroalimentari, ma di favorire il benessere fisico e psichico delle persone attraverso una appagante esperienza sensoriale, sociale e solidale. La nostra idea è appunto favorire e incentivare l'associazionismo gastronomico: in questo caso, nella definizione degli scopi sociali della Associazione, occorre individuare, coerentemente con il dettato dell'art. 5 del d.lgs. 117/2017, una sequela di finalità socialmente apprezzabili attraverso interventi finalizzati alla promozione delle specialità gastronomiche, alla tutela dei prodotti tipici e delle ricette tradizionali, alla conservazione del patrimonio agro-alimentare regionale, allo sviluppo di metodi di cottura, alla realizzazione di corsi di cucina, all'intrattenimento ricreativo e turistico, al benessere dell'uomo e al sostegno di categorie svantaggiate.

L'offerta diretta di preparazioni alimentari, seppur "secondaria" rispetto alle finalità statutarie, trova una conseguenzialità logica con esse e pertanto giustifica sia i volumi d'affari sia anche la ricercatezza e la onerosità della proposta.

Terzo Settore, gli adempimenti

Naturalmente, essere Enti del Terzo Settore, impone adempimenti e formalità di vario genere, e di certo ciò non è né da tutti né per tutti, tuttavia esiste, in questo panorama, senza dubbio, la possibilità di cercare e trovare, nel Paese, centinaia se non migliaia (ripeto su 336.000) attività disposte a riformulare il proprio paradigma e convertirsi, in tutto o in parte, in Associazioni di Promozione Sociale

La forma di APS iscritta nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, è infatti per legge condizione per stipulare Convenzioni con Enti Pubblici e per usufruire di numerosi benefici previsti dalla legge, più una incredibile opportunità per contenere la pressione fiscale:

ricevere contributi dallo Stato, dalle Regioni, dagli Enti locali o da altri enti o istituzioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi (i cosiddetti ‘finanziamenti per progetti’) realizzati nell’ambito dei fini statutari nonché contributi;

accedere a bandi, misure e finanziamenti regionali, nazionali ed europei per progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

usufruire di alcune agevolazioni previste per le cooperative per l’ammissione al credito agevolato, limitatamente ai progetti per i quali sono operanti convenzioni con enti pubblici;

ottenere la riduzione di tributi di competenza degli enti locali, se deliberato;

avere diritto di accesso ai documenti amministrativi;

ottenere, da parte delle amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali, l’utilizzo di beni mobili ed immobili, a titolo non oneroso in caso di manifestazioni temporanee o in comodato per lo svolgimento delle loro attività istituzionali;

essere autorizzate, oltre alla somministrazione di bevande e alimenti, anche all’esercizio di attività turistiche e ricettive, anche se solo per i propri associati e loro familiari conviventi;

equiparare, ai fini fiscali, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese ai familiari conviventi degli associati, a quelle rese agli associati;

ottenere flessibilità dell’orario di lavoro o delle turnazioni per i propri lavoratori;

far ottenere la detrazione/deduzione dalle imposte sui redditi di parte delle erogazioni liberali effettuate a loro favore.

L'undicesimo vantaggio si può sintetizzare in una battuta: una APS può non avere Partita IVA. Chiunque sia un professionista o un imprenditore avrà già capito la portata di questa ultima asserzione.

A cosa serve, cosa si propone ASI Gusto?

ASI è Rete Associativa del Terzo Settore e quindi accompagna le associazioni in tutto il percorso burocratico di conversione e/o di costituzione delle APS, dalla registrazione e per tutto il loro ciclo vitale, offrendo il supporto professionale e tutta la consulenza necessaria.

Ciò premesso, Asi Gusto vuole costituire un Circuito Nazionale della ristorazione sociale ASI, il che darà l'opportunità di partecipare e/o organizzare eventi, formazione, convegni, fiere, competizioni nonché di usufruire di tutte le convenzioni con i partner ASI; altresì si svilupperanno altre convenzioni specifiche con professionisti (legali, fiscalisti, interior designer, ecc), Enti di formazione professionale e con community di appassionati della buona cucina per implementare ed arricchire l'offerta; in fine è vigente un protocollo di intesa fra ASI e i Gruppi di Ricerca Ecologica (GRE), Ente Ecologista riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente, non solo per la generica valorizzazione di una cucina sostenibile, rispettosa del ciclo naturale delle materie prime, ma anche per inserire i prodotti agro-alimentari che fanno parte della filiera biologica vicina ai GRE nel circuito della nostra rete di ristorazione, e stipulare quindi vantaggiose occasioni di filiera.

Ma non finisce qui: quanto esposto fino ad ora sarà al servizio delle affiliate, ma la vera ambizione è costruire un "Movimento di Opinione", una realtà sociale comunitaria, che condivida modelli, valori, interpretazioni. Il Terzo Settore che abbiamo in mente è baluardo contro la mercificazione dell'elemento umano e la decostruzione della sua identità, esso si contrappone alla narrazione che vuole disintegrare le specificità e le appartenenze: se non si protegge né tramanda nulla perché non si ha nulla da custodire né da consegnare all'eternità, allora si finisce con il condividere uniformemente il nulla anonimo di essere, tutti, meri ingranaggi del meccanismo usurante del consumismo: si produce quanto basta per comprare quello che viene prodotto da altri, in una spirale massificante che, per tutta la vita, prima ha snaturato le peculiarità identitarie di appartenere ad una terra, ad un popolo, ad una stirpe, ad un genere sessuale biologico, se vogliamo anche ad un Dio, e poi ci ha reso consumatori uniformati di bisogni, spesso indotti, tutti uguali. Ebbene, ognuno per quanto di propria competenza, dovrebbe avvertire la sensibilità di interrompere questo fenomeno; la identità italiana si difende anche in quello che gli italiani mangiano!

Riscoprire e valorizzare le tradizioni alimentari

ASI Gusto è proposta di ricettività associativa su un modello tradizionale che sappia costruire approfondimento professionale, valorizzazione e incentivazione del patrimonio alimentare italiano nel suo complesso; è proprio, quindi, una missione storica quelle di mettere in rete le associazioni che operano nei campi della tutela della biodiversità caratterizzante l'enogastronomia, della custodia della nostra letteratura culinaria secolare, dello sviluppo dei metodi di cottura moderni e tecnologici adattati alla realizzazione di ricette tradizionali, della protezione delle materie prime di qualità eccelsa e della loro lavorazione e trasformazione, della produzione e realizzazione di specialità gastronomiche che rappresentino primato e talento.

In conclusione, un Circuito associativo, se raggiugesse un effettivo consolidamento numerico ed una presenza capillare nel Paese, potrebbe diventare, effettivamente, un blocco unico capace di perseguire fini autenticamente socialmente apprezzabili. Solo per citarne alcuni: riscoprire e valorizzare le tradizioni alimentari, dare rilevanza culturale alla gastronomia nel rispetto di una adeguata etica dell'alimentazione, promuovere ed accompagnare, in un’ottica di economia collaborativa, progetti e iniziative che abbiano come scopo la produzione e commercializzazione, senza fini di lucro, di cibi e di dolci, formare e professionalizzare i giovani, educare ad un consumo consapevole della risorsa alimentare, coordinare e realizzare progetti di ricerca, catalogazione e promozione, offrire alla periferia una rete di sviluppo e occupazione, riqualificare lavoratori esclusi dal circuito produttivo o inoccupati, interloquire con la Pubblica Amministrazione per compartecipare al marketing territoriale, fiere ed eventi, incentivare progetti che prevedano l'utilizzo lavorativo di categorie svantaggiate, promuovere solidarietà, impiegare i giovani nella esperienza del Servizio Civile Universale.

Leggi la news sul sito Asi

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