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Nascite in calo per il quinto anno consecutivo. Mai così pochi i matrimoni

26 giugno 2014 | 12.24
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E’ quanto emerge dal report dell’Istat: nel 2013 sono nati solo 514mila bambini e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,39. Lo scorso anno celebrati meno di 200mila matrimoni e il rito religioso perde ulteriore terreno nei confronti di quello civile. In calo l’immigrazione, aumentano le emigrazioni

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Per il quinto anno consecutivo le nascite diminuiscono, attestandosi a 514 mila nel 2013. E’ quanto emerge dal report dell’Istat sugli indicatori demografici. Il numero medio di figli per donna scende da 1,42 nel 2012 a 1,39 nel 2013. L’età media al parto sale a 31,5 anni. Circa l’80% delle nascite “proviene da donne italiane, il restante 20% da donne straniere. La fecondità delle prime scende, tra il 2008 e il 2013, da 1,34 a 1,27 figli per donna. Diminuisce anche la fecondità delle donne immigrate: da 2,65 figli per donna a 2,20 nel medesimo periodo’’. “Con 1,39 figli per donna, la fecondità nazionale torna nel 2013 ai livelli osservati almeno sei anni prima’’, fa sapere l’Istat che sottolinea: “Tali trasformazioni riguardano in particolare almeno quattro aspetti, tra loro connessi: la propensione a procreare figli in età sempre più avanzata, la compressione e l’invecchiamento al suo interno della popolazione femminile in età feconda, il ruolo esercitato dalle donne immigrate, i differenziali territoriali’’.

MAI COSÌ POCHI I MATRIMONI - Nel 2013 ”si sono celebrati meno di 200 mila matrimoni, per un quoziente di nuzialità pari al 3,3 per mille, il più basso nella storia del Paese’’. E la celebrazione con rito religioso perde ulteriore terreno nei confronti di quello civile. ”Tra il 2008 e il 2013 la quota di sposi che sceglie il primo passa infatti dal 63% al 57%, mentre la quota di coloro che optano per il secondo cresce dal 37% al 43%’’.

MIGRAZIONE DI CAPITALE UMANO DAL MEZZOGIORNO AL CENTRO-NORD PROSEGUE ANCHE NEL 2013 - Nel decennio 1993-2012, ben 2 milioni 388mila individui hanno spostato la residenza dal Mezzogiorno al Centro-nord, mentre poco più della metà, 1 milione 275mila, ha effettuato il tragitto inverso. “La migrazione di capitale umano dal Mezzogiorno al Centro-nord prosegue anche nel 2013. “Sono 116mila - rileva l’Istat - gli individui che hanno trasferito la residenza da una regione del Mezzogiorno a una del Centro-nord, mentre soltanto in 65mila hanno fatto il contrario’’. Aumenta la speranza di vita alla nascita, giunta nel 2013 a 79,8 anni per gli uomini e a 84,6 anni per le donne. A fine 2013, gli individui di 65 anni e oltre rappresentano il 21,4% del totale (21,2% nel 2012), risultando in ulteriore aumento, mentre i giovani fino a 14 anni di età scendono al 13,9% (dal 14% del 2012).

IN CALO IMMIGRAZIONE DALL’ESTERO, AUMENTANO LE EMIGRAZIONI - “Le immigrazioni dall’estero scendono a 307mila, pari a un tasso del 5,1 per mille, contro le oltre 350mila del 2012 (5,9 per mille)’’. In aumento, invece, ”le emigrazioni, circa 126 mila (2,1 per mille), contro i 106 mila dell’anno precedente (1,8 per mille). Il saldo migratorio con l’estero è di 182 mila unità, per un tasso del 3 per mille (4,1 nel 2012)’’. ”Nel periodo 2008-2013, tra coloro che abbandonano il Paese per una destinazione estera raddoppia sia il numero di residenti stranieri (da 22 a 44mila), che il numero di italiani (da 40 a 82mila). Nel 2013 la destinazione estera favorita dagli italiani è il Regno Unito, con circa 13mila trasferimenti, segue la Germania con 11 mila 600. Gli stranieri, invece - rileva l’Istat- emigrano prevalentemente in Romania, oltre10 mila trasferimenti nel 2013 (+21% sul 2012) e Albania, oltre 2 mila trasferimenti (+23%)’’. In calo gli ingressi dei cittadini stranieri, 279mila nel 2013 contro i 321mila del 2012. I rimpatri di italiani sono 28mila. Con 60mila immigrati arrivati nel 2013, la Romania si conferma il principale Paese di provenienza, davanti a Marocco (19mila) e Cina (18mila). Tuttavia, gli arrivi dalla Romania calano sensibilmente (-25% sul 2012), così come quelli dalla Cina (-12%). Stabili i flussi in arrivo dal Marocco (-0,8%), mentre aumentano quelli da Egitto (+15%) e Ucraina (+10%).

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