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Animali: videodenuncia Lav, sofferenze e zero diritti per conigli in allevamenti italiani

05 novembre 2015 | 12.25
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Il Dossier

Conigli allevati senza regole e senza controllo, senza spazio e in condizioni igieniche precarie, tra pelo, sporcizia e mosche, con fattrici inseminate artificialmente durante tutta la durata della loro vita, con i piccoli precocemente separati dalla madre, dove la diffusione delle malattie è consuetudine e dove il viaggio verso il macello di animali sani e malati aggiunge sofferenze alla loro breve vita. E' la vita da conigli documentata in una video-investigazione svolta in Italia da Lav e Animal Equality in alcuni grandi allevamenti Italiani.

Per mettere fine a queste sofferenze, le due Associazioni lanciano il sito informativo dedicato www.coraggioconiglio.it sul quale è possibile trovare informazioni e firmare la petizione per chiedere a governo e Parlamento una legge che riconosca questi roditori come animali familiari.

La videodenuncia è stata realizzata grazie a una squadra investigativa che si è infiltrata sotto copertura (in alcuni casi con l’ausilio di telecamera nascoste) all’interno di diversi allevamenti e macelli di conigli situati nelle zone di maggior produzione sul territorio italiano. Un lavoro complesso e senza precedenti, che ha permesso di svelare una realtà tragica: cuccioli morti e gettati a terra senza alcuna considerazione, altri lasciati a morire di fame o morti per ore nelle gabbie dove hanno vissuto per tutta la loro vita; animali malati, con tumori, non curati, ignorati, sgozzati senza pietà.

"Mentre non possiamo pensare di trascorrere una vita con un cane o un gatto e poi cucinarlo, questo purtroppo non accade con i conigli: in Italia - afferma Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - produciamo la metà della carne di coniglio in Europa (262.500 tonnellate in Italia, 512.876 in Europa (fonte: Faostat 2012) sfidando persino la produzione cinese (735.000 tonnellate). In casa o in natura i conigli possono vivere fino a 12 anni, mentre la vita media di un coniglio in allevamento è di appena 12 settimane, le fattrici vivono al massimo 2 anni e i conigli da riproduzione 4 anni, per un consumo di carne per nulla necessario".

"Con la nostra petizione - spiega Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality - vogliamo salvare oltre 30 milioni di conigli che ogni anno vengono allevati e uccisi in Italia: sono animali da amare e rispettare, non mangiateli! Il nostro recente lavoro investigativo mostra un sistema d’allevamento 'ultraintensivo' dei conigli che priva questi animali dei più semplici bisogni etologici, un processo produttivo tra i più agghiaccianti e per lo più sconosciuto, taciuto e incredibilmente tollerato, subìto da animali che non possono difendersi da chi li alleva, li trasporta e li macella".

"Si tratta - prosegue Cupi - di un sistema senza regole e fuori controllo: basti pensare che solitamente a ogni addetto di allevamento sono affidate 600 fattrici, dunque il tempo da dedicare a ciascun animale è pari ad appena 48 secondi. Ciò significa che, se un animale muore o si ammala, questo è rilevato anche molte ore dopo o addirittura il giorno seguente. Le fattrici e i riproduttori vivono in gabbie singole di rete metallica, con le zampe che non possono mai toccare terra e che spesso si incastrano nella rete ferendoli. I piccoli, all’ingrasso, possono essere stipati fino a 7 nella stessa gabbia, quindi lo spazio utile per coniglio è di appena circa 45 cm quadrati, meno di un foglio A4! Le gabbie sono sovrapposte una sull’altra e gli escrementi cadono sugli animali che si trovano nelle gabbie inferiori. Ovunque ci sono escrementi".

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