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La parola Natale 'cancellata', Commissione Ue ritira documento

30 novembre 2021 | 13.28
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Il testo conteneva suggerimenti su cosa dire e cosa no. La commissaria maltese: "Volevo dimostrare la natura inclusiva del Vecchio Continente"

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(Fotogramma/Ipa)

Il documento della Commissione europea che 'cancella' la parola Natale viene ritirato dopo le polemiche . Il dossier con alcuni suggerimenti su cosa si può dire e cosa no, tra cui sostituire 'Buon Natale' con 'Buone feste' per non offendere nessuno, aveva creato non poche proteste. "La mia iniziativa di redigere linee guida come documento interno per la comunicazione da parte del personale della Commissione nell'espletamento del loro lavoro aveva un obiettivo importante - dichiara la commissaria europea all'Uguaglianza Helena Dalli - illustrare la diversità della cultura europea e dimostrare la natura inclusiva della Commissione Europea nei confronti di tutti i percorsi di vita e i credi religiosi".

"Tuttavia - continua Dalli - la versione pubblicata delle linee guida non serve adeguatamente allo scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard qualitativi della Commissione. Le linee guida hanno chiaramente bisogno di più lavoro. Pertanto, ritiro le linee guida e lavorerò ulteriormente su questo documento", conclude.

"Chi va contro la realtà si mette in serio pericolo" le parole del Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, sul documento.

"Credo - osserva Parolin ai media vaticani- che sia giusta la preoccupazione di cancellare tutte le discriminazioni. E’ un cammino di cui abbiamo acquisito sempre più consapevolezza e che naturalmente deve tradursi anche sul terreno pratico. Però, a mio parere, questa non è certamente la strada per raggiungere questo scopo. Perché alla fine si rischia di distruggere, annientare la persona, in due direzioni principali. La prima, quella della differenziazione che caratterizza il nostro mondo, la tendenza purtroppo è quella di omologare tutto, non sapendo rispettare invece anche le giuste differenze, che naturalmente non devono diventare contrapposizione o fonte di discriminazione, ma devono integrarsi proprio per costruire una umanità piena e integrale. La seconda: la dimenticanza di ciò che è una realtà. E chi va contro la realtà si mette in serio pericolo".

"E poi - annota il porporato- c’è la cancellazione di quelle che sono le radici, soprattutto per quanto riguarda le feste cristiane, la dimensione cristiana anche della nostra Europa. Certo, noi sappiamo che l’Europa deve la sua esistenza e la sua identità a tanti apporti, ma certamente non si può dimenticare che uno degli apporti principali, se non il principale, è stato proprio il cristianesimo. Quindi, distruggere la differenza e distruggere le radici vuol dire proprio distruggere la persona".

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