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Navalny, in Russia nessuna inchiesta su avvelenamento. Sciolto il suo partito

21 settembre 2020 | 14.55
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L'oppositore ha chiesto la restituzione degli abiti che indossava quando è stato ricoverato: "Sono prova cruciale"

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(Afp)

Non sarà aperta in Russia una inchiesta ufficiale sull'avvelenamento di Aleksei Navalny dato che sono trascorsi, senza esito, i 30 giorni necessari per la raccolta di elementi nel quadro dell'indagine preliminare.

L'oppositore ha quindi chiesto alle autorità russe, con un post sul suo blog, la restituzione dei vestiti che indossava il giorno in cui è stato ricoverato all'ospedale di Omsk. I miei vestiti sono "una prova cruciale" dato che sono stato avvelenato con il novichok, ha scritto l'oppositore dall'ospedale di Berlino in cui è stato trasferito il mese scorso.

"E' passato esattamente un mese da quando hanno cercato di uccidermi con un'arma chimica. I 30 giorni in cui poteva essere aperta una inchiesta, secondo quanto previsto dalla legge, sono esauriti", ha spiegato Navalny che ha dedicato un altro post per scrivere una lettera d'amore alla moglie Yulia, sottolineando che appena svegliato dal coma, non riusciva a riconoscere nessuno, nemmeno lei, ma che aveva capito che era lei la persona più importante e da cui dipendeva la sua guarigione.

Intanto la Corte suprema russa ha sancito, come richiesto dal ministero della Giustizia, lo scioglimento del partito politico di Aleksei Navalny "Russia del futuro", si legge in un comunicato ufficiale. L'anno scorso il ministero della Giustizia aveva negato al partito la registrazione, denunciando che il nome era già usato da un'altra organizzazione politica.

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