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'Ndrangheta, 10 arresti della Gdf: c'è anche consigliere comunale di Lecco

02 aprile 2014 | 14.58
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I finanzieri del comando provinciale di Milano, su disposizione della Dda, hanno eseguito perquisizioni, sequestri e ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Milano, nei confronti di 10 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, corruzione e turbata libertà degli incanti.

Ci sono anche il consigliere comunale di Lecco Ernesto Palermo e il sindaco di Valmadrera, Marco Rusconi, tra i dieci arresti messi a segno dalla Dda di Milano nell'ambito dell'inchiesta sulla 'ndrangheta lecchese legata alla famiglia Trovato.

In manette sono finiti anche Mario Trovato, fratello di Franco, condannato all'ergastolo per una serie di altri reati legati alla locale di Lecco, Antonello Redaelli, Saverio Lilliu, Alessandro Nania, Antonino Romeo, Massimo Nasatti, gli imprenditori Claudio Bongarzone e Claudio Crotta. I dieci arrestati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, corruzione e turbata libertà degli incanti.

Da quanto ricostruito nell'inchiesta, l'organizzazione capeggiata da Mario Trovato, si serviva di un "connubio tra bracci armati che aveva tra i reati fini le estorsioni ed esponenti delle istituzioni come il consigliere comunale Ernesto Palermo" ritenuto organico alla struttura, spiega il procuratore aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini. Un'attività che porta a ritorsioni contro chi non si piega ad accettare la protezione della locale, come l'attentato a colpi di pistola contro le vetrine di un bar di Lecco, o la tangente da 10mila euro consegnata per ottenere la gestione del lido di Valmadrera.

"La locale da un lato utilizza la forza e la capacità di assoggettamento attraverso le estorsioni, si tutela intestando gli immobili ai prestanomi, fa affari con il noleggio delle slot machine", mette da parte il traffico di droga perché comporta "maggiori rischi di arresti e compromettere la posizione di Franco Trovato", dall'altro "usa i metodi classici come le tangenti", sottolinea il sostituto procurato Claudio Gittardi che ha coordinato l'inchiesta insieme alla collega Bruna Albertini.

Dalle intercettazioni messe a segno dalla Guardia di finanza la sinergia tra i componenti è completa: così l'insegnante e consigliere comunale Palermo "strettamente legato ai Trovato e che segue gli interessi della famiglia in Comune", si autodefinisce un componente della 'ndrangheta. "Parla come un uomo della 'ndrangheta, la sua elezione è legata all'appoggio elettorale che riceve dalla famiglia Trovato e la sua aspirazione è di poter diventare assessore con i voti della locale", conclude Gittardi.

E' una lunga lista che comprende case, auto di lusso e deposito titoli quella redatta dagli uomini della Guardia di finanza di Milano, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nell'ambito dell'inchiesta sulla 'ndrangheta lecchese.

I sequestri preventivi riguardano, in particolare, 17 unità immobiliari (abitazioni e box), cinque auto, le quote di partecipazione in tre società, due complessi aziendali, otto depositi titoli, una cassetta di sicurezza, tre depositi amministrati, due fondi pensione, tre rapporti di partecipazione a fondi comuni d'investimento, un libretto nominativo ordinario postale e 14 rapporti di conto corrente. All'inizio delle indagine la sola attività finanziaria monitorata ammontava a 700mila euro, oggi non sono quantificabili i sequestri complessivi.

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