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Turchia: negoziati con Pkk, è scontro tra Erdogan e governo

21 marzo 2015 | 13.43
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Il presidente contrario alla commissione di monitoraggio, ma il vice premier Arinc lo critica: "Il processo è nostra responsabilità, non sua". E' il primo strappo ufficiale tra il 'sultano' e i suoi uomini

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Mentre a Diyarbakir i leader politici curdi leggevano un messaggio di Abdullah Ocalan per il rilancio dei negoziati di pace tra Ankara e i ribelli del Pkk, nella capitale il vice premier Bulent Arinc criticava la presa di posizione del presidente Recep Tayyip Erdogan contro questo processo. "Le sue dichiarazioni - ha detto Arinc parlando con i giornalisti - come 'Non mi piace' o 'Non approvo questo o quello' sono reazioni emotive. La responsabilità (del negoziato, ndr) è del governo e quindi guardiamo a quelle dichiarazioni come a opinioni personali".

Si tratta della prima presa di posizione del governo contro Erdogan, nonostante da tempo circolino voci sulle tensioni tra il presidente e il premier Ahmet Davutoglu, esponenti dello stesso partito islamico Akp. Arinc ha risposto a quanto dichiarato ieri da Erdogan, il quale si è detto contrario alla formazione di una commissione di monitoraggio nel quadro del processo di pace con il Pkk. Su quella commissione era invece stato raggiunto un accordo tra il governo e il partito curdo Hdp.

Sul messaggio di Ocalan, Arinc ha affermato che "il governo vede questa mossa come appropriata. Anche noi abbiamo una roadmap su chi deve fare cosa nel quadro del processo". "E' il governo che guida il paese e la responsabilità di questo processo è quindi del governo", ha detto il vice premier tornando a riferirsi a Erdogan, che ieri ha anche affermato di aver appreso dai giornali dell'iniziativa sulla commissione di monitoraggio.

"E' impossibile pensare - ha precisato Arinc - che il nostro presidente non sapesse degli ultimi sviluppi e delle nostre mosse. Lui sa ogni cosa molto bene. Queste questioni sono state discusse nel dettaglio nell'ultimo incontro del Consiglio per la sicurezza nazionale, così come negli incontri settimanali (di Erdogan, ndr) con il primo ministro".

Il vice premier ha rincarato quindi la dose, affermando che le critiche di Erdogan non indeboliscono il governo ma lui stesso e chiedendogli di non discutere con l'esecutivo di temi così importanti tramite la stampa.

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