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Nel 2021 record investimenti Bei in Italia, sono stati 13,5 miliardi

27 gennaio 2022 | 16.07
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Vicepresidente Vigliotti: "Vogliamo accompagnare la ripresa in atto, sia strategica e sostenibile"

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Nel 2021 il Gruppo Bei, costituito da Banca europea per gli investimenti e Fondo europeo per gli investimenti, ha firmato 122 operazioni in Italia per un valore complessivo di 13,5 miliardi di euro, con un aumento del 13,5% rispetto ai risultati del 2020. L’Italia ha beneficiato del 15,6% dell'attività totale del Gruppo nel 2021. Si stima che tale attività contribuirà ad attivare investimenti per oltre 76,3 miliardi di euro nell’economia reale, un incremento del 135% rispetto all’anno precedente, l’equivalente del 4,3% del Pil Italiano. E quanto è emerso durante la presentazione dei risultati dell’attività in Italia del Gruppo nel 2021.

Dei 13,5 miliardi investiti in Italia dal Gruppo Bei nei 2021, 9,9 miliardi sono stati prestiti e 4 miliardi di equity e garanzie. Con la pandemia si è confermata la necessità di supportate le pmi, che rappresentano una parte sostanziale del tessuto produttivo e dei livelli occupazionali in Italia. Lo scorso anno il 51% delle attività del Gruppo Bei in Italia, pari a 6,86 miliardi, è stata in favore delle esigenze di liquidità di oltre 47mila imprese, per un totale di oltre 561mila posti di lavoro sostenuti.

"L’Italia è uno dei mercati principali della Bei, su cui vogliamo rimanere per accompagnare la ripresa in atto”, ha detto la vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, Gelsomina Vigliotti. A chi le chiedeva se per il 2022 ci si possa attendere volumi simili, Vigliotti ha risposto: “Il nostro obiettivo è quello. È difficile dirlo a inizio anno, comunque noi vogliamo confermare la presenza della Bei in Italia come un attore importante di finanziamento”.

“Le sfida che riguarda l’Unione europea nel suo complesso e l’Italia in particolare, è quella di sostenere una ripresa strategica e sostenibile”, ha aggiunto la vicepresidente Bei, avvertendo che “la ripresa rischia di essere asimmetrica, con non tutti i Paesi e non tutte le regioni che crescono alla stessa maniera. E soprattutto rischia di lasciare delle cicatrici. Bisogna evitarlo”.

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