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Cinema: in 'Patria' di Farina un po' della Grecia di Tsipras

28 gennaio 2015 | 17.22
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Il film, nelle sale italiane dal 26 febbraio, per uno scherzo del destino sembra prefigurare attraverso due figure simboliche, l'inedita coalizione appena insediatasi al governo della Grecia, formata dal partito di sinistra Syriza e da quello di destra Greci Indipendenti

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I tre protagonisti di 'Patria', da sinistra Carlo Giuseppe Gabardini, Francesco Pannofino e Roberto Citran

'Patria' il film di Felice Farina, nelle sale italiane dal 26 febbraio, per uno scherzo del destino sembra prefigurare l'inedita coalizione appena insediatasi al governo della Grecia, formata dal partito di sinistra Syriza e da quello di destra Greci Indipendenti. Fra i tre protagonisti 'uniti nella lotta' raccontata dal film, girato in tempi non sospetti, due sono infatti di opposte tendenze politiche, uniti dall'ansia di conservare il posto di lavoro o meglio di non farsi imporre le regole del profitto, uniti come lo sono Syriza e Greci Indipendenti nei confronti della Ue. "Ho spesso riflettuto sulla situazione irrisolta della Grecia durante le riprese", ammette Farina conversando con l'Adnkronos.

"In alcune scene c'è un gioco dialettico su concetti come comunismo e fascismo, ormai desueti a dire il vero; credo che esista un legame concreto tra ciò che racconto e la contingenza storica, forse anche una fortunata tempestività", aggiunge il regista.

Nel film ha un peso rilevante lo scontro e la coesione tra l'operaio, di destra, Salvo (Francesco Pannofino) e il sindacalista, di sinistra, Giorgio (Roberto Citran), affiancati dal custode Luca (Carlo Giuseppe Gabardini), che, sull'orlo del licenziamento, si arrampicano per protesta su una delle torri della fabbrica torinese da cui rischiano di essere lasciati a casa, aspettando, invano, che i giornalisti si occupino della questione. I tre finiscono per ripercorrere le fasi salienti di un'Italia in declino, 30 anni di buio che hanno piegato e piagato la Patria.

Oltre ad essersi ispirato al libro di Enrico Deaglio 'Patria 1978-2010', il regista si è rifatto alla cronaca nazionale: "Mi sono ispirato ai 'protestanti' dell'Alcoa", dice Farina, riferendosi ai lavoratori che circa due anni fa, "hanno trascorso quattro giorni, e notti soprattutto, a 66 metri di altezza, sopra una vecchia torre cisterna".

Gli operai dell'Alcoa protestavano per i loro diritti e lottavano contro l''invisibilità'. Iniziative che si sono rarefatte negli ultimi mesi, un segno di rassegnazione? "L'Italia ha un problema irrisolto di identità, è come un fumatore incallito che non perde il vizio e si lascia andare", dice il regista, che propende per una impossibilità, ormai consolidata, da parte degli operai ad identificarsi con i vertici politici del Paese qundi a cercare un dialogo con loro.

Presentato alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia nelle 'Giornate degli Autori' la pellicola vanta un montaggio sapiente, che collega immagini di repertorio alla fiction strutturata, che fa da collante. Il film è stato accolto con entusiasmo dal pubblico veneziano, forse commosso dalla cruda verità dei fatti narrati e dalla dolcezza che lega i tre protagonisti.

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