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Sostenibilità: farmacie vegane, qui è possibile curarsi 'eticamente'/Focus

19 dicembre 2014 | 14.12
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Sono presenti in tutta Italia grazie al progetto Pharmavegana che prevede un bollino specifico per rendere riconoscibile il punto vendita e un farmacista in grado di consigliare quali farmaci e integratori usare.

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Vegani in aumento, per motivi di salute o etici, e gli esercizi commerciali si adeguano, farmacie comprese. E' il progetto Pharmavegana che prevede un bollino specifico e la presenza di un professionista specializzato nel consigliare farmaci e integratori "eticamente corretti". Nel prontuario delle farmacie, infatti, non viene specificato se un farmaco è adatto o meno a vegetariani o vegani: il propoli, ad esempio, non è adatto ai vegani perché derivato dal lavoro delle api. E molti antibiotici contengono lattosio.

Il farmacista può quindi rappresentare un punto di riferimento non solo per consigliare i farmaci adeguati, ma anche per dare suggerimenti sull’alimentazione. Il 60% di vegani e vegetariani, infatti, assume integratori per arricchire la propria dieta. Quelli più utilizzati sono multivitaminici e i minerali, come ferro e magnesio ma anche calcio e silicio, seguiti da vitamina b12. A dirlo è un’indagine sulle loro abitudini alimentari condotta su un campione di circa 400 persone in diverse città d’Italia, dal centro studi della Sitar.

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