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Immigrati: Gentiloni, nessun intervento militare in Libia

15 maggio 2015 | 09.27
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"Serve un grandissimo lavoro di intelligence, previsti confisca e sequestro di barconi in mare". Ue approva agenda immigrati: 20mila rifugiati in Europa

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Migranti in un porto libico

Né la missione europea né l'eventuale risoluzione Onu prevedono "un intervento militare in Libia". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, intervistato su Agorà sulla situazione migranti, escludendo quindi l'ipotesi di uomini sul campo. L'autorizzazione, ha precisato il capo della diplomazia italiana, riguarda "la confisca ed il sequestro dei barconi in mare" dopo il recupero dei migranti e "l'individuazione, attraverso meccanismi di intelligence, e la eventuale distruzione di barconi delle acque territoriali e sulle spiagge libiche prima che imbarchino migranti".

"Le imbarcazioni - ha ricordato il titolare della Farnesina - sono di due tipi": quelle "locali, che sono soprattutto tra Tripoli ed il confine con la Tunisia. Dall'altra parte ci sono imbarcazioni anche più grandi che si spostano magari dall'Egitto o dalla medesima Tunisia, arrivano nei pressi delle spiagge libiche e lì attraverso dei gommoni vengono riempite, 'inzeppate' di persone".

"Ci vuole - ha proseguito - un grandissimo lavoro di intelligence", ma abbiamo comunque "gli strumenti per individuare, attraverso i satelliti, attraverso i droni, la localizzazione di questi barconi ed intervenire sul posto. Si può fare senza provocare perdite umane, non bisogna illudersi tuttavia che anche questa cosa di per sé risolva il problema, bisogna fare tante cose insieme". Intanto, lo scorso 13 maggio la Commissione europea ha adottato la nuova agenda per la gestione dell'immigrazione.

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