cerca CERCA
Sabato 25 Settembre 2021
Aggiornato: 20:18
Temi caldi

Nessuno tocchi Caino lancia campagna iscrizioni nel segno di Moro

08 maggio 2021 | 18.24
LETTURA: 2 minuti

"Questa trasmissione è stata concepita come presentazione di una campagna ispirata da Ambrogio Crespi e realizzata da suo nipote Niccolò Crespi, che si chiama 'Compresenza'. Questa è una giornata particolare perché siamo alla vigilia dell'anniversario della morte di Aldo Moro. La campagna pubblicitaria 'Compresenza' parla di persone che non sono più tra noi, ma ci continuano a ispirare. Sono quattro i protagonisti: Aldo Moro, Leonardo Sciascia, Marco Pannella e Maria Teresa Di Lascia". Lo ha detto su Radio Radicale Sergio D'Elia, segretario di 'Nessuno Tocchi Caino', in occasione del lancio di "Compresenza", la campagna pubblicitaria a favore delle iscrizioni a Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem, ispirata da Ambrogio Crespi, esperto di comunicazione e regista condannato a sei anni di reclusione con una sentenza della Cassazione che ha sollevato tante perplessità, creando un vero e proprio caso mediatico.

Quello dedicato ad Aldo Moro è il primo dei quattro spot realizzati da Crespi. "Mio padre - ha sottolineato Maria Fida Moro, intervenendo in trasmissione - si è occupato a lungo dei diritti inviolabili dell'uomo ed è paradossale, ma non è una coincidenza, che per lui questi diritti non valgano. Io ho perdonato tutti gli ex brigatisti, ma quando poi vedo queste cose che sono più responsabilità dei media che degli interessati mi viene un'attacco di disperazione perché intorno a mio padre vorrei solo silenzio. Invece i fatti quotidiani me lo impediscono perché o c'è il ritrovamento di una cosa, o c'è 'Cento passi', o c'è la scritta sul muro, o c'è Bellocchio, e tutto questo vi assicuro che equivale non a un ergastolo ma proprio a una vera e propria tortura. Non si può vivere così".

"Io vorrei - ha aggiunto Maria Fida Moro - che a papà venisse lasciata la dignità di essere umano. Anticamente c'era un proverbio che diceva 'parlando da vivo, non da morto', perché da vivo puoi dire alle persone qualsiasi cosa, da morto gli devi un rispetto aggiuntivo. Io ce l'ho con questa modalità irrispettosa, mistificatrice, violenta, crudele, senza amore, mentre di mio padre se uno ne vuole parlare ne deve parlare con amore".

"Ho conosciuto la storia di Moro a 18 anni perché il primo lavoro che ho fatto, assieme a mio zio Ambrogio, era 'Il generale Mori' - ha sottolineato dal canto suo Niccolò Crespi - Conoscevo la parte più triste, quella di Via Fani, ma invece con questo spot ho capito il pensiero che c'era dietro Aldo Moro. Vorrei parlare con mio zio dopo 4 anni passati insieme con lui in simbiosi. Da quando lui è andato in carcere non è stato facile lavorare, continuare i progetti che stavamo facendo, ma lo spot che ho realizzato per questa campagna mi è riuscito senza fare fatica. Sono felice di continuare a lottare per gli ideali che mio zio vuole diventino realtà, nonostante questo Paese a volta faccia delle cose che non stanno né in cielo né in terra".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza