{
 
	"labussola" : {
 
		"id" : "0292-1c095620a99e-0515d543188b-1000",
 
		"titolo" : "La bussola. Orientarsi nello scenario istituzionale",
 
		"sottotitolo" : "",
 
		"data" : "2026-06-27",
 
		"autore" : "Adnkronos",
 
 			"sommario" : 
				{ 
				"titolo" : "",
				"testo" : "<p><b><a href='#App0'>- Starmer si dimette, Burnham verso Downing Street: cosa succede a Londra</a></b></p><p><b><a href='#App1'>- G7 di Evian: una nuova fragile convergenza su Ucraina e Iran</a></b></p><p><b><a href='#App2'>- NATO 3.0, la ministeriale di Bruxelles e la ridefinizione degli equilibri transatlantici</a></b></p><p><b><a href='#App3'>- La legge elettorale va in aula alla Camera il 26 giugno</a></b></p><p><b><a href='#App4'>- Centrosinistra, l'equilibrio al centro: il confronto tra i leader</a></b></p><p><b><a href='#App5'>- Centrodestra, l’ascesa di Vannacci e gli equilibri nella coalizione</a></b></p><p><b><a href='#App6'>- Ultimi sondaggi, lo stato di salute dei partiti</a></b></p><p><b><a href='#App7'>- Economia, gli ultimi numeri e le previsioni aggiornate</a></b></p><p><b><a href='#App8'>- Nucleare, i decreti entro fine anno e il percorso verso il referendum</a></b></p><p><b><a href='#App9'>- FII Priority Europe 2026: capitali del Golfo, difesa e autonomia strategica al centro del summit di Roma</a></b></p><p><b><a href='#App10'>- PNRR, il bilancio finale tra obiettivi raggiunti e nodi aperti</a></b></p><p><b><a href='#App11'>- Nuova governance portuale, come impatta sul settore della navalmeccanica</a></b></p>"
				}
			,
			"approfondimenti" : [
					
{
 	"titolo" : "<a name='App0'></a>Starmer si dimette, Burnham verso Downing Street: cosa succede a Londra",

	"testo" : "<p>Le dimissioni di Keir Starmer, annunciate luned&igrave; 22, aprono una fase di transizione che potrebbe concludersi gi&agrave; a met&agrave; luglio con l'arrivo di Andy Burnham a Downing Street. Il primo ministro uscente rester&agrave; in carica come caretaker fino alla scelta del nuovo leader laburista, ma il quadro politico rende sempre pi&ugrave; probabile un rapido passaggio di poteri privo di vera competizione interna. Starmer ha annunciato la decisione dopo mesi di difficolt&agrave; politiche, segnate dal crollo dei consensi, da tensioni interne al Labour e da una serie di battute d'arresto elettorali. A determinare l'epilogo &egrave; stata la vittoria ottenuta da Burnham alle elezioni suppletive di Makerfield il 18 giugno, che gli ha consentito di tornare alla Camera dei Comuni e quindi di concorrere per la leadership del partito. A pesare anche lo scandalo legato alla nomina di Peter Mandelson come ambasciatore negli Stati Uniti: i suoi rapporti con Jeffrey Epstein, emersi dopo il rilascio dei relativi atti, avevano costretto Starmer a licenziarlo e a smentire pubblicamente accuse di menzogna ai parlamentari, un caso che aveva ulteriormente intaccato la sua credibilit&agrave;.</p> <p>Starmer &egrave; il settimo primo ministro a dimettersi negli ultimi dieci anni, dalla svolta della Brexit. Il primo a saltare &egrave; stato David Cameron, conservatore, che ha voluto il referendum, ha fatto campagna per il no e ha perso nelle urne il 23 giugno 2016, quando il 51,89% degli elettori britannici hanno scelto di lasciare l'Unione europea. Altre dimissioni direttamente legate alla Brexit sono state quelle di Theresa May, nel 2019, arrivate dopo un lungo stallo in Parlamento sulle modalit&agrave; di uscita dalla Ue. Il suo successore, Boris Johnson, uno dei principali esponenti della campagna pro-Brexit, &egrave; riuscito invece a portare a termine un accordo sia in Parlamento sia a Bruxelles, firmando l'uscita ufficiale della Gran Bretagna dalla Ue il 31 gennaio 2020. Le dimissioni, nel suo caso, sono arrivate nel 2022 a seguito di una rivolta ministeriale, legata a scandali e passi falsi. Liz Truss &egrave; il caso pi&ugrave; eclatante di fallimento legato alla pessima gestione del dossier economia. La sua scommessa sul 'mini-budget', una serie di tagli fiscali non adeguatamente coperti non ha per nulla convinto i mercati finanziari, che hanno innescato una spirale rapidissima che ha portato a una pericolosa crisi di fiducia, mettendo a rischio la stabilit&agrave; finanziaria del Regno Unito. &Egrave; rimasta a Downing Street solo 45 giorni prima di annunciare le sue dimissioni. Rishi Sunak &egrave; diventato, sempre nel 2022, il terzo primo ministro britannico in tre mesi. Ma il consenso del partito conservatore, nonostante nel febbraio 2023 sia stato capace di raggiungere un accordo con l'Ue sulle regole commerciali per l'Irlanda del Nord, migliorando i rapporti tra Londra e Bruxelles, si &egrave; ulteriormente consumato per il deteriorarsi della qualit&agrave; della vita degli inglesi e, alle elezioni del 4 luglio 2024, &egrave; stato battuto dal Partito Laburista.</p> <p>L'iter per la successione a Keir Starmer si aprir&agrave; formalmente il 9 luglio, con la raccolta delle candidature che si chiuder&agrave; il 16 luglio, alla vigilia della pausa estiva del Parlamento. Per entrare nella corsa servir&agrave; il sostegno di almeno 81 deputati laburisti. Se dovessero esserci pi&ugrave; candidati, la scelta finale verrebbe affidata agli iscritti nel corso dell'estate, con l'obiettivo di avere un nuovo leader entro il 1&deg; settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. Ma questo scenario appare sempre meno probabile. Wes Streeting, ex ministro della Sanit&agrave; e considerato fino a oggi il principale potenziale rivale di Burnham, ha infatti rinunciato a candidarsi e ha annunciato il proprio sostegno all'ex sindaco di Manchester. La sua decisione riduce drasticamente le possibilit&agrave; di una vera competizione interna e apre la strada a una nomina del nuovo leader in tempi rapidi. Se nessun altro esponente riuscisse a raccogliere l'appoggio necessario, Burnham potrebbe essere proclamato leader del Labour gi&agrave; il 17 o 18 luglio, pochi giorni dopo la chiusura delle candidature, diventando immediatamente primo ministro senza passare attraverso una consultazione degli iscritti.</p> <p>L'ascesa di Burnham avrebbe anche un valore storico. Se dovesse varcare la soglia di Downing Street, diventerebbe il primo premier cattolico nella storia britannica. Nel 2015 aveva dichiarato di non essere \"particolarmente religioso\", pur sottolineando come la \"dottrina sociale cattolica\" rappresenti uno dei pilastri della sua visione politica. Tony Blair si convert&igrave; al cattolicesimo soltanto nel 2007 dopo aver lasciato l'incarico di primo ministro, mentre Boris Johnson, battezzato cattolico da bambino, ader&igrave; successivamente alla Chiesa anglicana.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/starmer-si-dimette-burnham-verso-downing-street-cosa-succede-a-londra_5Pu5lX8QeRex2ssyuez75C"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App1'></a>G7 di Evian: una nuova fragile convergenza su Ucraina e Iran",

	"testo" : "<p>Il vertice G7 di &Eacute;vian-les-Bains, svoltosi dal 15 al 17 giugno 2026, si &egrave; chiuso su una nota di convergenza che pochi avrebbero previsto alla vigilia. L'elemento politicamente pi&ugrave; rilevante &egrave; stato il cambio di registro dell'amministrazione americana su entrambi i dossier principali: l'Iran e l'Ucraina. Infatti, per la prima volta dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, il G7 ha emesso una dichiarazione congiunta su temi cruciali di sicurezza internazionale, con la firma del presidente americano, un fatto raro e, nell'attuale contesto, tutt'altro che scontato. </p> <p>Il dossier iraniano ha dominato la prima parte dei lavori, sospinto da un accordo gi&agrave; in fase di formalizzazione. Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno firmato un memorandum d'intesa in quattordici punti che prevede la cessazione immediata delle operazioni militari, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la rimozione delle sanzioni americane sull'Iran. Il testo apre una finestra negoziale di sessanta giorni, prorogabile di comune accordo, per definire un accordo finale, con particolare riguardo al programma nucleare di Teheran. </p> <p>Nella dichiarazione congiunta, i leader del G7 hanno accolto favorevolmente l'accordo definendolo un'opportunit&agrave; storica per impedire a Teheran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce regionali e balistiche legate alle sue attivit&agrave;. Sul piano marittimo, il comunicato &egrave; andato oltre le dichiarazioni di principio: i sette hanno concordato che l'iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante per facilitare la ripresa del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili e supportando la verifica della rimozione delle mine. </p> <p>Il capitolo ucraino ha prodotto quello che Macron ha definito un \"momento &Eacute;vian\": un cambiamento molto profondo nell'approccio di Trump, pi&ugrave; in ascolto di Zelensky rispetto al passato. La dichiarazione congiunta firmata da tutti i Sette, incluso Trump, afferma il sostegno incrollabile a Kiev, ma va oltre la retorica. I leader hanno elogiato la resilienza ucraina e i progressi sul campo di battaglia, riconoscendo l'esistenza di un nuovo slancio, e si sono impegnati ad aumentare le forniture di difesa aerea, di sistemi e intercettori aggiuntivi e di capacit&agrave; a lungo raggio.</p> <p>&Eacute;vian-les-Bains si &egrave; svuotata il 17 giugno lasciando in eredit&agrave; due risultati tutt&rsquo;altro che scontati: un memorandum USA-Iran siglato nella notte a Versailles e una dichiarazione congiunta sull&rsquo;Ucraina con la firma di Trump. Due esiti che, alla vigilia del vertice, apparivano difficilmente raggiungibili e che restituiscono l&rsquo;immagine di un G7 capace, almeno in questa fase, di ritrovare una fragile ma concreta convergenza sui principali dossier internazionali.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/g7-di-evian-una-nuova-fragile-convergenza-su-ucraina-e-iran_5Ygt3oOt5AyIoD8hRYAtu8"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App2'></a>NATO 3.0, la ministeriale di Bruxelles e la ridefinizione degli equilibri transatlantici",

	"testo" : "<p>La riunione dei Ministri della Difesa della NATO del 18 giugno a Bruxelles, l'ultima prima del Vertice di Ankara previsto per luglio, &egrave; stata dominata dall'intervento del Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, che ha annunciato una revisione del contingente militare statunitense in Europa della durata di sei mesi. Hegseth ha dichiarato che la revisione sar&agrave; progettata per assicurare che la NATO si muova rapidamente e in modo irreversibile verso una leadership europea nella difesa del continente, aggiungendo che alcuni Paesi la supereranno e altri no.</p> <p>\"Questa alleanza sta attraversando una trasformazione epocale, probabilmente la pi&ugrave; grande della sua storia, per costruire la NATO 3.0, e ovviamente questo significa anche che ci saranno delle difficolt&agrave;. &Egrave; un percorso accidentato. Ci saranno dibattiti, discussioni, ed &egrave; un bene\", &egrave; stata la sintesi del Segretario generale della NATO Mark Rutte nella conferenza stampa al termine della ministeriale. Sul tavolo rimane il tema delle risorse da destinare alla difesa. \"Oltre 90 miliardi di spesa extra per la difesa nel 2025 sono una cifra storica\" ma \"bisogna chiedersi se non sia possibile spendere di pi&ugrave;\", ha aggiunto Rutte, notando che gli USA \"per anni hanno speso molto di pi&ugrave; di Europa e Canada assieme\". Sul fronte della spesa, 31 dei 32 Paesi membri hanno raggiunto il 2% del PIL in spesa per la difesa nel 2025, rispetto ai 18 che lo avevano fatto nel 2024, mentre l'obiettivo fissato al Vertice dell'Aia &egrave; portare la spesa al 5% del PIL entro il 2035. Hegseth ha precisato che gli Stati Uniti investiranno 1.500 miliardi di dollari nella propria difesa nel 2027, aggiungendo che questo \"arsenale della libert&agrave;\" protegge prima di tutto gli interessi americani ma funge anche da garanzia per gli alleati.</p> <p>Nel corso della ministeriale, il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha preso parte a numerosi incontri bilaterali, tra cui quello con il suo omologo ucraino Mykhailo Fedorov, nel quale Crosetto ha confermato il pieno sostegno italiano. I due ministri hanno condiviso l'interesse a rafforzare la cooperazione industriale nel settore della difesa, valorizzando l'esperienza operativa maturata dall'Ucraina sul campo, definita \"un patrimonio prezioso di innovazione e capacit&agrave; operative che pu&ograve; contribuire a rafforzare la sicurezza collettiva dell'Europa\".</p> <p>La ministeriale di Bruxelles si &egrave; chiusa quindi con due messaggi distinti: da un lato la crescita documentata della spesa europea per la difesa; dall'altro un avvertimento esplicito di Washington, che subordina il proprio impegno militare sul continente alla velocit&agrave; con cui gli alleati assumeranno la responsabilit&agrave; primaria della propria sicurezza, prima del Vertice di Ankara.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/nato-30-la-ministeriale-di-bruxelles-e-la-ridefinizione-degli-equilibri-transatlantici_68mzHkfdMTEp2b8PH73DzO"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App3'></a>La legge elettorale va in aula alla Camera il 26 giugno",

	"testo" : "<p>Legge elettorale &egrave; arrivata in Aula alla Camera venerd&igrave; 26 giugno. La maggioranza accelera, con l&rsquo;obiettivo di arrivare al traguardo dell&rsquo;approvazione in prima lettura a Montecitorio, senza incidenti di percorso. &Egrave; stato vano il tentativo di mediazione da parte del presidente dell'Assemblea della Camera, Lorenzo Fontana, che durante la riunione della Conferenza dei capigruppo aveva proposto uno slittamento di qualche giorno, con la calendarizzazione per il 29. Le opposizioni hanno detto no, chiedendo che invece si andasse a luglio, per consentire una discussione pi&ugrave; approfondita in commissione. Nella riunione dei capigruppo fissata per il primo luglio, lamentano se forze del centrosinistra, verranno poi stabiliti i tempi dell'esame nel calendario di luglio, sapendo gi&agrave; che saranno tempi contingentati con l&rsquo;obiettivo di approvare il testo entro la met&agrave; di luglio. Nel merito, le critiche dell&rsquo;opposizione sono sintetizzate dall&rsquo;intervento della leader del Pd Elly Schlein, durante la direzione del partito al Nazareno: nella legge elettorale \"ci sono degli aspetti che hanno chiari profili di incostituzionalit&agrave;\" come \"un premio enorme che permetterebbe in Senato di arrivare da soli al quorum di garanzia\". La legge \"non prevede il voto per i fuorisede, contiene l'antipasto del premierato, mettendo l'obbligo dell'indicazione del premier alla presentazione del programma\". Valutazioni di senso opposto nella maggioranza. Tanto che in via della Scrofa, quartier generale di Fratelli d'Italia, si inizia a mettere a punto lo schema delle candidature per il Parlamento. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non vuole ritardi. Mentre quasi tutti i partiti potrebbero esser chiamati a fare i conti con tagli, Fdi ha il problema opposto: allargare le liste. Un primo innesto arriverebbe con la candidatura dei ministri (Alessandro Giuli, Elvira Calderone, Orazio Schillaci) non eletti. Nell'idea della premier, il discorso legge elettorale va chiuso entro settembre, per poi aprire la sessione di bilancio, l'ultima della legislatura. E andare al voto per le Politiche entro primavera. Prima del voto nelle grandi citt&agrave; Milano, Roma, Napoli e Torino, Bologna. Una road map stretta che si incrocia proprio con l&rsquo;iter parlamentare della legge elettorale. Se l&rsquo;opposizione minaccia ostruzionismo a oltranza, a Palazzo Chigi si fa l'ipotesi di porre la fiducia per far decadere la pioggia di emendamenti fotocopia delle opposizioni.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/la-legge-elettorale-va-in-aula-alla-camera-il-26-giugno_6gypRZqxg9h8r0JD7lE9qw"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App4'></a>Centrosinistra, l'equilibrio al centro: il confronto tra i leader",

	"testo" : "<p>La foto scattata durante un pranzo di lavoro del nocciolo forte del campo largo, con Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ha aperto ufficialmente il confronto nel centrosinistra per la definizione del perimetro della coalizione che correr&agrave; alle prossime elezioni politiche. Il nodo da sciogliere riguarda chi e in che modo si unir&agrave; alla fotografia con l&rsquo;ambizione di allargare la coalizione al centro. La domanda che ricorre &egrave;: con quale formazione si presenter&agrave; agli elettori? La segretaria Pd Elly Schlein cerca di lasciarsi alle spalle le polemiche sugli assenti, Matteo Renzi e Riccardo Magi. &ldquo;L'alleanza progressista &egrave; gi&agrave; una realt&agrave;, semmai dobbiamo allargare ancora, non certo restringere&rdquo;. Anche perch&eacute;, argomenta, nel formato extra-large, il centrosinistra governa &ldquo;gi&agrave; bene nei territori, nessuno lo mette in discussione e qualche anno fa non era scontato&rdquo;. Non si torna indietro, &egrave; la rassicurazione. Al massimo, si guadagnano nuovi compagni di strada: &ldquo;La coalizione ha margine per crescere ancora e aprirsi&rdquo;. L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; &ldquo;costruire qualcosa di pi&ugrave; largo di noi, per generare il nuovo e farlo insieme&rdquo;. Si parte dal dato acquisito, ovvero che i Cinquestelle hanno deciso per un'alleanza organica con Pd e Avs. I passaggi successivi riguarderanno il rapporto con Renzi e con i tanti embrioni di centro che cercano una collocazione. A partire dall'operazione targata Alessandro Onorato, partita un anno fa quando l'assessore romano ha presentato il suo nascente movimento degli amministratori, poi chiamato Progetto civico Italia e ora diventato partito. Ma ci sono anche il Psi di Enzo Maraio, Riccardo Magi di +Europa e i comitati &lsquo;Pi&ugrave; uno&rsquo; di Ernesto Maria Ruffini. Guardano alle alleanze al centro, in modo diverso, gli stessi quattro protagonisti del &lsquo;nocciolo duro&rsquo;. Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli non fanno mistero della loro preferenza per Onorato, anche in vista del tavolo sul programma di governo. Mentre i voti di Italia Viva, in caso di primarie con ballottaggio, Renzi li ha gi&agrave; promessi a Schlein. Una partita doppia, che va letta anche considerando che Renzi alla segretaria Pd potrebbe portare via, dopo Marianna Madia, qualche altro parlamentare da qui alle elezioni. Due i nomi in cima alla lista dei desideri, come sanno bene anche al Nazareno: il senatore Graziano Delrio, gi&agrave; suo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e l'eurodeputato Giorgio Gori. Quest'ultimo, se decidesse di lasciare il Pd per entrare nella casa riformista, potrebbe essere il candidato renziano alle primarie del centrosinistra.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/centrosinistra-lequilibrio-al-centro-il-confronto-tra-i-leader_6uxBJ5MaD0HqIH20tkjHOM"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App5'></a>Centrodestra, l’ascesa di Vannacci e gli equilibri nella coalizione",

	"testo" : "<p>In casa centrodestra sono due i temi pi&ugrave; caldi, strettamente legati fra loro: l&rsquo;ascesa di Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Roberto Vannacci, e la tenuta della Lega di Matteo Salvini. Ovviamente, la competizione nell&rsquo;ala pi&ugrave; a destra della coalizione interessa molto da vicino FdI, il partito della premier Giorgia Meloni, e Forza Italia, che sta vivendo una trasformazione ispirata dalla famiglia Berlusconi. Il generale, ex vicesegretario della Lega, continua a promuovere la sua formazione, con una forte ispirazione identitaria e sovranista. L&rsquo;incognita principale riguarda le scelte che far&agrave; per la corsa alle prossime elezioni politiche. Futuro Nazionale dentro il centrodestra pu&ograve; influenzare, fino a metterli in discussione, gli attuali rapporti di forza tra gli alleati della coalizione. Futuro Nazionale fuori dal centrodestra di governo vorrebbe dire offrire a destra un contenitore di voti che pu&ograve; crescere nella sua dimensione ma anche rischiare di favorire una vittoria del campo largo del centrosinistra. &Egrave; un&rsquo;incognita che riguarda tutti ma che interroga da vicino proprio la Lega, che ha fatto da trampolino alle ambizioni politiche di Vannacci. Da questo punto di vista, c&rsquo;&egrave; stato un passaggio particolarmente significativo negli ultimi giorni. Tutti collegati da remoto, si &egrave; tenuta la prima riunione del tavolo di coordinamento leghista, durata meno di un paio d'ore. A coordinare gli interventi ha pensato Matteo Salvini e, per adesso, sar&agrave; lui a tenere le redini dei lavori. Nei giorni scorsi il segretario federale aveva provato a capire se Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, fosse disposto ad assumere un ruolo di primo piano come coordinatore. Un modo per andare incontro alle richieste del fronte del Nord, o magari per romperlo. Ma alla fine tutto &egrave; rimasto fermo. Anche se la volont&agrave; di riformare il partito resta ferma da parte dei governatori Fedriga, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana, che si muovono coordinati da tempo. La richiesta, ferma, &egrave; di procedere con un&rsquo;analisi approfondita di ci&ograve; che &egrave; avvenuto nella Lega: calo di consensi e la scissione di Roberto Vannacci. Per questo, almeno per ora, Fedriga si limita a partecipare e non a presiedere la cabina di regia.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/centrodestra-lascesa-di-vannacci-e-gli-equilibri-nella-coalizione_6FSzS1YYuawhAoJhABUpAk"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App6'></a>Ultimi sondaggi, lo stato di salute dei partiti",

	"testo" : "<p>Il sondaggio Swg per il TgLa7 del 22 giugno vede Fn di Roberto Vannacci non prendere il largo sulla Lega, che, nonostante le difficolt&agrave; interne, si ritrova avanti seppur per uno 0,1 per cento. In generale, questa settimana l'orientamento di voto degli italiani vede, tra i partiti maggiori, in calo Fratelli d'Italia -0,2%, Partito Democratico -0,3% e il Movimento 5 Stelle -0,1%. In risalita Forza Italia +0,2%, Verdi e Sinistra e Lega +0,1%. Stabile Futuro Nazionale. Tra i partiti minori in risalita Azione +0,2% e Italia Viva +0,1%. Cala dello 0,1% Noi Moderati, stabili Pi&ugrave; Europa. La crescita di Futuro Nazionale resta al centro dell&rsquo;attenzione dei sondaggisti, soprattutto in relazione alla collocazione che sceglier&agrave; in vista delle prossime elezioni. Secondo quanto rilevato da Noto Sondaggi per Il Giornale, percorrere strade separate premierebbe maggiormente sia la coalizione di governo che il partito dell'ex generale. Futuro Nazionale, infatti, raggiungerebbe il 6% di consensi se si presentasse da solo alle urne, mentre in alleanza si fermerebbe al 4%. La separazione dai vannacciani farebbe bene anche al centrodestra, che mantenendo l'assetto Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati conquisterebbe 0,5 punti percentuali in pi&ugrave; e arriverebbe al 45,5%. Un dato superiore a quello del campo largo, che si fermerebbe invece al 42%. Il sondaggio realizzato dall'istituto Noto prende in analisi anche il peso sulle percentuali di voto di una possibile alleanza tra il centrodestra e Futuro Nazionale. Nel caso in cui il partito di Roberto Vannacci siglasse un accordo con le forze di governo tutti i partiti perderebbero consensi, a iniziare dallo stesso gruppo dell'ex generale, che scenderebbe dal 6% al 4%. Fratelli d'Italia passerebbe dal 29% al 27%, registrando la perdita di voti pi&ugrave; significativa tra i partiti di coalizione (-2%). Forza Italia scenderebbe dal 7,5% al 6,5%, perdendo un punto. Stesso calo anche per Noi Moderati, che vedrebbe pi&ugrave; che dimezzato il suo elettorato, passando dall'1,5% allo 0,5%. La perdita pi&ugrave; contenuta, invece, sarebbe per la Lega: dal 6,5% al 6%. Questo dato suggerisce che gran parte dell'elettorato leghista maggiormente sensibile ai messaggi di Vannacci abbia gi&agrave; compiuto il proprio spostamento politico.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/ultimi-sondaggi-lo-stato-di-salute-dei-partiti_6TRn0Ws1J5LRdaFfq1LtsI"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App7'></a>Economia, gli ultimi numeri e le previsioni aggiornate",

	"testo" : "<p>Continua a crescere l&rsquo;inflazione. A maggio 2026, secondo l&rsquo;ultima rilevazione dell&rsquo;Istat, &egrave; salita in Italia al 3,2%. L&rsquo;accelerazione ha risentito essenzialmente delle tensioni sui prezzi dei beni energetici non regolamentati, dei servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. Un effetto di freno alla dinamica dell&rsquo;inflazione si deve invece ai prezzi dei beni alimentari, la cui decelerazione si riflette anche sulla dinamica dei prezzi del &lsquo;carrello della spesa&rsquo; (da +2,3% a +1,9%); l&rsquo;inflazione di fondo &egrave; salita all&rsquo;1,7% (da +1,6%). L&rsquo;inflazione acquisita per il 2026, a maggio, &egrave; pari a +2,6%. In questo contesto, si inserisce la decisione della Bce che, in considerazione dei dati per l&rsquo;area Euro di inflazione e crescita, ha deciso di alzare i tassi di interesse durante la riunione del Consiglio di giugno. Una decisione che potrebbe preludere a nuovi interventi di politica monetaria, se la situazione lo dovesse imporre. &ldquo;Siamo fiduciosi che con una politica monetaria adeguata l&rsquo;inflazione torner&agrave; al livello obiettivo&rdquo;, ha spiegato la presidente della BCE, Christine Lagarde, nel corso dell&rsquo;audizione in commissione Affari economici del Parlamento europeo. Una risposta &lsquo;aperta&rsquo;, che lascia intendere che l&rsquo;Eurotower &egrave; pronta a riconsiderare al rialzo il costo del denaro dopo la decisione gi&agrave; presa se le cose dovessero deteriorarsi e registrare un aumento dell&rsquo;inflazione ulteriore. Anche se, ha riconosciuto Lagarde, la situazione &egrave; tale da auspicare che non vi sia ricorso a un nuovo inasprimento della politica monetaria. &Egrave; vero, ribadisce, che &ldquo;seguiremo un approccio dipendente dai dati&rdquo; e si prenderanno decisioni &ldquo;volta per volta&rdquo;, tuttavia &ldquo;rispetto all&rsquo;episodio di inflazione precedente, in questa fase lo shock attuale sembra essere di grandezza minore e si verifica in un contesto diverso&rdquo;.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/economia-gli-ultimi-numeri-e-le-previsioni-aggiornate_73kHx6I1CSQIbMb05TdJ1C"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App8'></a>Nucleare, i decreti entro fine anno e il percorso verso il referendum",

	"testo" : "<p>Accelera il processo per arrivare a legiferare sul ritorno all&rsquo;energia nucleare. Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha anticipato la roadmap normativa: decreti attuativi entro Natale, possibile nuovo referendum tra 2028 e 2029 e piena trasparenza nel percorso istituzionale. &ldquo;Dopo l'approvazione della legge delega sul Nucleare sostenibile, nei mesi prossimi il ministero predisporr&agrave; i decreti di attuazione. La norma prevede dodici mesi, ma entro Natale vorrei presentare tutti i decreti legislativi &ndash; ha detto Pichetto Fratin - I decreti saranno diversi e riguarderanno tutta la parte tecnica di attuazione della legge&rdquo;. Quanto al referendum, ha aggiunto: \"Io credo che sia del tutto naturale che in democrazia si possano raccogliere delle firme per fare un referendum, la cosa fondamentale &egrave; che dobbiamo cercare, tutti noi, di dare il massimo della chiarezza, dare tutte le risposte e la massima trasparenza\". Il referendum &egrave; necessario perch&eacute; in passato, per due volte, gli italiani si sono espressi contro. La rinuncia all&rsquo;utilizzo dell&rsquo;energia da fissione nucleare per la produzione di energia elettrica &egrave; avvenuta in conseguenza del primo referendum abrogativo del 1987, e che port&ograve; all&rsquo;arresto delle centrali nucleari ancora attive - Latina, Trino e Caorso (la centrale del Garigliano era stata gi&agrave; chiusa nel 1982) - e degli impianti del ciclo del combustibile nucleare, nonch&eacute; l&rsquo;interruzione dei lavori di costruzione delle centrali di Montalto di Castro e di Trino 2 (entrambe mai entrate in funzione). Nel 2010 il Governo italiano propose il rilancio delle attivit&agrave; propedeutiche alla produzione elettronucleare, in particolare mediante l&rsquo;emanazione del decreto legislativo per le procedure realizzative di nuovi impianti di produzione di energia elettrica nucleare e fabbricazione di combustibile nucleare, nonch&eacute; la procedura per la localizzazione, l&rsquo;autorizzazione e la costruzione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare. Tuttavia, l&rsquo;esito del referendum del giugno 2011, svoltosi poco dopo l&rsquo;incidente alla centrale nucleare di Fukushima, sanc&igrave; nuovamente l&rsquo;abbandono dello sviluppo nucleare in Italia per la produzione di energia elettrica. Ad oggi, quindi, l&rsquo;utilizzo di reazioni di fissione nucleare per la produzione di energia elettrica non &egrave; previsto dalla normativa nazionale.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/nucleare-i-decreti-entro-fine-anno-e-il-percorso-verso-il-referendum_7fqTqNaUgya5LretQXO1gY"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App9'></a>FII Priority Europe 2026: capitali del Golfo, difesa e autonomia strategica al centro del summit di Roma",

	"testo" : "<p>Dal 17 al 19 giugno Roma ha ospitato FII Priority Europe 2026, il summit europeo del FII Institute, la piattaforma nata in Arabia Saudita diventata negli ultimi anni uno dei principali punti di incontro tra fondi sovrani, grandi investitori, governi e imprese globali. Oltre 1.600 tra investitori, policymaker e leader d'impresa si sono riuniti a Roma sotto il tema \"Europe Reimagined: Capital, Sovereignty &amp; Strategic Autonomy\", con una domanda comune al centro: come finanziare una nuova stagione di competitivit&agrave; europea senza perdere autonomia industriale e coesione. Yasir Al-Rumayyan, Governatore del Fondo pubblico saudita per gli investimenti (PIF), presidente di Aramco e del FII Institute, ha fornito stime piuttosto significative: sono state individuate 140 opportunit&agrave; di cooperazione con l'industria europea, per un valore complessivo di 10,4 miliardi di euro entro il 2030. PIF ha investito quasi 98 miliardi di euro in Europa e nel Regno Unito tra il 2017 e il 2025, contribuendo, secondo le sue analisi, con 70 miliardi di euro al prodotto interno lordo e sostenendo circa 160.000 posti di lavoro.</p> <p>Le discussioni si sono estese ben oltre le questioni puramente finanziarie. La sicurezza energetica, la difesa e la resilienza delle catene di approvvigionamento sono stati temi centrali, anche in linea con il contesto geopolitico e le potenziali interruzioni del traffico marittimo in Medio Oriente continuano a pesare sui mercati globali. Diversi relatori hanno sottolineato la necessit&agrave; di aumentare la capacit&agrave; di stoccaggio, diversificare le rotte commerciali e rafforzare le infrastrutture critiche. Uno dei panel pi&ugrave; seguiti della seconda giornata &egrave; stato dedicato al ciclo di investimenti in sicurezza e difesa, nel quale &egrave; intervenuto anche Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato del Gruppo Fincantieri. Nel suo intervento, l&rsquo;AD ha richiamato l&rsquo;Europa alla necessit&agrave; di un rilancio strategico, fondato sulla valorizzazione dei propri punti di forza industriali e sulla costruzione di una base industriale europea solida. Un obiettivo che passa, in particolare, dalla capacit&agrave; delle istituzioni di attivare meccanismi che favoriscano cooperazione, rapidit&agrave; di esecuzione e sviluppo della produzione a livello continentale.</p> <p>Intervenuto il 19 giugno, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricondotto le sfide emerse nel summit alla questione della competitivit&agrave; industriale europea. La principale debolezza del continente, ha sostenuto, non risiede nelle risorse ma nella lentezza dei processi decisionali e produttivi: i conflitti in Ucraina e nel Mar Rosso hanno reso evidente che \"velocit&agrave;, quantit&agrave; e resilienza\" sono oggi fattori determinanti quanto il capitale. Crosetto ha inoltre richiamato l&rsquo;attenzione su alcune norme europee in materia di concorrenza, giudicate un ostacolo alla nascita di campioni industriali capaci di competere su scala globale, un argomento che ha trovato sponda nelle posizioni espresse dagli altri relatori del panel sulla difesa. </p> <p>A chiudere i lavori &egrave; stato un videomessaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha inquadrato il summit nella prospettiva pi&ugrave; ampia del ruolo italiano ed europeo nel nuovo contesto geopolitico. Meloni ha sostenuto che per l'Europa non &egrave; pi&ugrave; sufficiente operare come grande piattaforma commerciale e regolatoria: il momento attuale richiede autonomia strategica, capacit&agrave; industriale, sovranit&agrave; tecnologica e maggiore peso negli equilibri economici internazionali. Sul rapporto con i Paesi del Golfo, la Presidente ha indicato l'Italia come interlocutore naturale, forte della propria posizione nel Mediterraneo e dei legami costruiti negli ultimi anni con Riyadh. Il FII, ha concluso, &egrave; precisamente il luogo in cui questa convergenza tra capitali, idee e progetti prende forma concreta.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/fii-priority-europe-2026-capitali-del-golfo-difesa-e-autonomia-strategica-al-centro-del-summit-di-roma_7qUIwYhSeoXCWbeMkWc9pe"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App10'></a>PNRR, il bilancio finale tra obiettivi raggiunti e nodi aperti",

	"testo" : "<p>Il PNRR italiano, che vale circa 194,4 miliardi di euro, &egrave; entrato nella sua fase conclusiva, con la scadenza inderogabile per la realizzazione degli interventi fissata al 30 giugno 2026 e la rendicontazione finale ad agosto. Dei 194 mld assegnati all&rsquo;Italia, circa 122 sono arrivati sotto forma di prestiti agevolati, cio&egrave; soldi che andranno restituiti con scadenze molto lunghe e a tassi convenienti, e circa 72 sotto forma di finanziamenti diretti da parte della Commissione Europea. L&rsquo;Italia, che nel complesso doveva raggiungere 614 obiettivi, ha ricevuto nove delle dieci rate previste, ottenendo finora circa 166 miliardi di euro. La decima rata &egrave; la tranche pi&ugrave; cospicua dell'intero Piano, con un valore di 28,4 miliardi di euro e prevede il raggiungimento di 159 obiettivi (tra milestone e target), con scadenza fissata al 30 giugno 2026. Va ricordato che il Piano &egrave; stato avviato dalla Commissione Ue come un&rsquo;eccezionale risposta alla crisi dovuta alla pandemia di Covid, e che accoglieva una richiesta fatta da tempo dall&rsquo;Italia: emettere debito comune europeo per sostenere la crescita dei paesi con pi&ugrave; difficolt&agrave; economiche. Il bilancio mostra un'accelerazione nella spesa e negli obiettivi intermedi, ma coesiste con criticit&agrave; strutturali e divari territoriali. Sicuramente, per&ograve;, il PNRR ha avuto effetti virtuosi sul funzionamento della burocrazia, velocizzando alcuni processi, migliorando le capacit&agrave; di alcune amministrazioni e in generale portando l&rsquo;Italia a fare riforme attese da anni. Guardando agli obiettivi raggiunti, sono tre le aree che vanno segnalate. Sul piano dell&rsquo;avanzamento burocratico, l'Italia &egrave; tra i Paesi che hanno ricevuto la percentuale pi&ugrave; alta di fondi dall'Unione Europea, con oltre la met&agrave; delle risorse assegnate gi&agrave; spesa e un numero cospicuo di traguardi superati, inclusi i target relativi alla riforma della Giustizia. Rispetto alla digitalizzazione della PA, buona parte dei progetti sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e sul sistema sanitario sono stati completati o sono in fase avanzata di attuazione. Quanto all&rsquo;edilizia scolastica e agli asili nido, migliaia di progetti di riqualificazione e ampliamento degli spazi per l'infanzia hanno visto l'avvio e, in molti casi, la conclusione dei lavori. Anche se, a causa dell'inflazione e del rincaro dei materiali edili, il governo ha dovuto rivedere al ribasso gli obiettivi iniziali di copertura territoriale per i nuovi posti negli asili nido. Restano sul tavolo alcuni nodi da sciogliere e diverse criticit&agrave;. Il primo riguarda le opere incompiute e ritardi infrastrutturali. Per gli investimenti legati ai nodi ferroviari e alle grandi opere, l'attuazione effettiva viaggia a rilento rispetto alla programmazione, alimentando il rischio di opere non completate entro i termini europei. Altra criticit&agrave; riguarda la gestione degli enti locali: si registrano colli di bottiglia e ritardi amministrativi nella rendicontazione dei progetti di competenza dei Comuni, con conseguenti slittamenti dei tempi di chiusura e collaudo.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/pnrr-il-bilancio-finale-tra-obiettivi-raggiunti-e-nodi-aperti_7C6bVMerriSp7FVV7dHWbm"
},
					
{
 	"titolo" : "<a name='App11'></a>Nuova governance portuale, come impatta sul settore della navalmeccanica",

	"testo" : "<p>Il 16 giugno scorso si &egrave; tenuto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l&rsquo;incontro dedicato al disegno di legge di riforma della governance portuale e del rilancio degli investimenti nelle infrastrutture strategiche marittime. Presieduto dal viceministro Edoardo Rixi, l&rsquo;appuntamento ha registrato una partecipazione ampia e qualificata di istituzioni, associazioni di categoria, operatori della logistica, rappresentanze del lavoro e autonomie territoriali. Hanno preso parte ai lavori circa settanta rappresentanti del settore, a conferma del forte interesse e dell&rsquo;attenzione che accompagna il percorso di riforma. Nel corso dei lavori sono stati affrontati i principali temi legati alla modernizzazione della governance delle Autorit&agrave; di Sistema portuale, al rafforzamento della capacit&agrave; di programmazione degli investimenti, alla semplificazione delle procedure, al miglior coordinamento tra porti, logistica e reti di trasporto, nonch&eacute; alla valorizzazione del lavoro e delle professionalit&agrave; del comparto. Il dialogo aperto col viceministro Rixi ha confermato l&rsquo;attenzione verso una riforma considerata strategica per la competitivit&agrave; del Paese. L&rsquo;obiettivo del Governo &egrave; dotare l&rsquo;Italia di un sistema portuale pi&ugrave; efficiente, moderno e attrattivo, in grado di sostenere la crescita dei traffici, favorire nuovi investimenti e rafforzare il ruolo del Paese quale piattaforma logistica centrale nel Mediterraneo. Particolare attenzione &egrave; stata riservata al rapporto tra porti e territori, riconoscendo il contributo fondamentale delle Regioni e degli enti locali nel percorso di sviluppo delle infrastrutture e delle attivit&agrave; economiche connesse alla portualit&agrave;. Il confronto proseguir&agrave; nelle prossime settimane anche attraverso ulteriori momenti di ascolto e approfondimento, con l&rsquo;obiettivo di arrivare a una riforma condivisa, capace di garantire maggiore efficienza amministrativa, certezza degli investimenti e una governance pi&ugrave; performante per affrontare le sfide della competitivit&agrave; internazionale e della transizione logistica del sistema Paese. Promuove la riforma Assoporti, che con il presidente Roberto Petri, ha evidenziato come il nuovo assetto possa favorire investimenti di carattere strategico e contribuire a rafforzare la competitivit&agrave; del sistema portuale italiano rispetto ai principali scali europei, citando modelli come Rotterdam, Amburgo e Anversa. Anche Confetra &egrave; intervenuta nell&rsquo;ambito delle audizioni parlamentari avviate presso la Commissione Trasporti della Camera. Tramite il suo Vicepresidente con delega marittimo portuale, Alessandro Pitto, ha espresso la posizione del sistema confederale illustrando i contenuti del documento comune elaborato: tra i temi centrali, l&rsquo;attenzione sul rafforzamento della governance centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui dovrebbero essere attribuiti chiari poteri di indirizzo, controllo e coordinamento e sulle relazioni tra la nuova Porti d&rsquo;Italia S.p.A. e le Autorit&agrave; di Sistema Portuale (AdSP). La modernizzazione della governance portuale rappresenta un passaggio importante per rafforzare la competitivit&agrave; del sistema logistico nazionale e sostenere gli investimenti nelle infrastrutture. &Egrave; questo il messaggio portato da Assocostieri in audizione alla Camera. Il direttore generale, Dario Soria, ha sottolineato la necessit&agrave; che il nuovo assetto normativo tenga conto della specificit&agrave; delle infrastrutture energetiche strategiche presenti nei porti italiani, elementi essenziali per garantire sicurezza degli approvvigionamenti, continuit&agrave; operativa delle filiere energetiche e sviluppo della transizione energetica.</p>",
	
	"img" : "",
	
	"link" : "https://www.adnkronos.com/nuova-governance-portuale-come-impatta-sul-settore-della-navalmeccanica_6wxRdwhQ9EuNt4QOiKGVq"
}			]
	}
}