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Niente crocifissi e festa di Natale in una scuola di Rozzano, scoppia la polemica

27 novembre 2015 | 19.56
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Non è passata inosservata la decisione di bandire i crocifissi e di cancellare la festa di Natale nell'istituto scolastico di via Garofani, a Rozzano, in provincia di Milano. La scelta del dirigente scolastico Marco Parma, che è all'insegna di una linea di rigorosa laicità dopo la strage di Parigi, ha scatenato la polemica politica su Twitter: "Il preside di Rozzano dice che la scuola è laica? La scuola è pubblica e nella nostra vita pubblica c'è il Natale, il presepe e i nostri canti", ha detto Maurizio Lupi, capogruppo alla camera di Area Popolare.

Secondo il presidente del consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, Rozzano sta "rinunciando al Natale". Il terrorismo, dice, "colpisce anche quando rinunciamo ad affermare nostra cultura. Perché aver paura del Presepe?".

L'assessore regionale alla sicurezza Simona Bordonali chiede le dimissioni del dirigente scolastico, mentre il leghista Davide Boni propone al preside "di lavorare al ponte dell'Immacolata, a Natale a Santo Stefano, per l'Epifania e per Pasqua".

Quello che è avvenuto nella scuola di Rozzano "è un fatto gravissimo. La risposta peggiore, in questo momento in cui il fondamentalismo islamico mina la nostra cultura, è la non identità". Così Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra.

"Proprio perché i festeggiamenti del Santo Natale ricadono dopo l'anniversario della strage di Parigi - continua - il modo migliore per commemorare quelle vittime innocenti è ricordare ai loro carnefici chi siamo. Kalashnikov, bombe o kamikaze non cancelleranno mai le nostre radici profondamente cristiane. L'Europa è nata sulle fondamenta della religione cristiana. Deve solo fare uno sforzo di memoria".

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