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"No a divieto spostamento Comuni", l'appello del sindaco Codogno

04 dicembre 2020 | 15.12
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(Fotogramma)

Il bollettino di ieri ha fatto tremare i polsi: 993 morti in Italia, di cui 347 in Lombardia. Un nuovo record per la seconda ondata di Coronavirus. "A Codogno dati così alti li abbiamo già avuti tra marzo e aprile - spiega all'Adnkronos il sindaco Francesco Passerini - quando abbiamo raggiunto il picco, arrivando al 250% di decessi rispetto all'anno precedente. Ma da ottobre, ne abbiamo registrati di meno rispetto al 2019. Toccando ferro, ora nel nostro territorio non ci sono picchi".

A Codogno, prima zona rossa d'Italia, la situazione è attualmente sotto controllo e la cittadina alle porte di Lodi si prepara ad affrontare il Natale non senza qualche polemica. La decisione del governo di vietare gli spostamenti tra i Comuni il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio, che il governatore lombardo Attilio Fontana ha stigmatizzato, fa storcere il naso anche al primo cittadino di Codogno. "Noi - spiega Passerini - siamo un territorio dove il 90% dei Comuni sono piccoli o piccolissimi. Ci sono paesi con 66 o 200 abitanti e le situazioni di festa diventano spesso un'occasione di ricongiungimento familiare. Il blocco degli spostamenti tra Comuni, purtroppo, soprattutto in certe realtà, dove l’età media è molto alta, rischia di lasciare le persone anziane da sole".

Tutto ciò, sottolinea il sindaco, "dimostra una mancanza e una disattenzione per i territori non metropolitani. E’ una cosa che ha poco senso e che crea discriminazione verso le piccole realtà territoriali. Non credo sia corretto. Chi ha scritto questa norma non ha il senso della realtà cittadina, non ha mai vissuto in un territorio 'di periferia', dove ci sono nuclei familiari che spesso vivono a uno o due km di distanza ma in Comuni diversi".

Quanto alla Lombardia che dovrebbe entrare in zona gialla tra una settimana "è una notizia positiva - osserva Passerini - spero che i trend siano confermati e che si entri in zona gialla. L'auspicio è che si riesca a uscire da questo incubo il prima possibile. Ora bisogna stringere i denti e fare di tutto per vincere questa guerra definitivamente. I numeri sono buoni e speriamo che si vada avanti così".

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