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Consumi: flop norma Pos, troppo costoso rispettare legge/Adnkronos

20 dicembre 2014 | 14.25
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L'obbligo di accettare il pagamento con moneta elettronica per elettricisti, manutentori di caldaie, falegnami, in vigore da sei mesi, sembra sia rimasto ancora sulla carta. Pagani (Cna): "Poco diffusi, troppo alti i costi delle commissioni"

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(Infophoto)

"No tesoro, io quel 'trabiccolo' non ce l'ho. Prendiamo solo contanti". Da Milano a Napoli, passando per Roma, il 'temuto' Pos pare che non sia proprio entrato nella vita di idraulici, elettricisti, falegnami e manutentori di caldaie, come invece auspicava la norma di fine giugno scorso che prevedeva l'obbligo di accettare pagamenti con bancomat o carta per un importo superiore ai trenta euro. A sei mesi dal debutto in Gazzetta Ufficiale è un'impresa trovare tra i tanti qualche idraulico, elettricista o falegname, dotato del famigerato dispositivo. Abbiamo chiamato e chiesto di poter saldare con il 'denaro di plastica', ottenendo molto spesso risposte negative, a volte anche molto curiose. La norma, rileva un'indagine dell'Adnkronos, sembra essere rimasta ancora 'sulla carta'.

"Vuole pagare con bancomat o carta di credito? E come?" dice candido un idraulico, contattato per la sostituzione di un tubo nel bagno. "Solo contanti o assegno - gli fa eco un collega - che però ci tiene anche a scusarsi. Quello è un servizio in più. Mi dispiace. Veniamo a casa e entro le prossime 24 ore, ma niente più". Stessa musica anche se ci serve un elettricista. "Niente carta di credito, ma se vuole può saldare anche a rate" precisano, mostrando una notevole disponibilità a venire incontro al cliente in tempi di crisi. "Caldaia da riparare? Sì vengo anche sotto Natale - dice un manutentore - ma solo contanti per favore".

"Sono pochissimi ad avere il Pos tra queste categorie" conferma all'Adnkronos Mario Pagani, responsabile Dipartimento Politiche Industriali della Cna. "L'obbligo è quello di accettare pagamenti tramite strumenti di moneta elettronica ma il mobile payment non è ancora diffuso. Nel nostro Paese c'è molta diffidenza nei confronti dell'uso di bancomat e carta di credito e poi ci sono problematiche oggettive. Ci sono costi in più per l'impresa che non può ribaltare al cliente. Per questo noi avevamo chiesto dei vantaggi fiscali sia per gli operatori economici che per gli utilizzatori soggetti ai 'costi occulti' delle carte".

Da subito la norma aveva visto il crearsi di fazioni opposte. Da una parte c'era chi la bollava come "regalo alle banche", dall'altra chi la considerava importante per la lotta al sommerso in Italia, sottolineando però la mancanza di una sanzione per gli irregolari. "Nessuno ce l'ha il Pos, vero?", commenta ridacchiando il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, che aggiunge: "era prevedibile, non c'è la multa. D'altra parte non hanno tutti i torti, infatti, i costi di commissione sono troppo alti".

Una soluzione potrebbe arrivare dall'Europa, ma ancora manca un accordo tra i diversi Stati per fissare tariffe interbancarie condivise ossia, spiega Trefiletti, ridurre "quei costi 'occulti', praticati dalle banche ai commercianti quando autorizzano una transazione con bancomat o carta di credito".

L'intesa? "Per ora è stata solo annunciata - dice Elio Lannutti dell'Adusbef - ma credo che la Commissione europea arriverà alle calende greche. Bisogna incentivare l'utilizzo di questi sistemi di pagamento altrimenti la gente continuerà a pagare in contanti".

Una soluzione potrebbe arrivare in futuro dal pagamento con il telefonino. "Con il mobile payment l'elettricista, l'idraulico o il professionista non dovrebbero sostenere il costo del Pos, quindi sarebbe meno oneroso adeguarsi" spiega da Bruxelles Antonio Longo, presidente di Italian E-Payment Coalition.

"Noi comunque chiediamo che ci siano anche dei benefici fiscali per chi accetta e per chi utilizza la moneta elettronica perché sono pagamenti tracciabili. Tenga presente che siamo comunque molto indietro se consideriamo che nei Paesi nordici il 70-90% dei pagamenti viene fatto con la moneta elettronica. Lei può comprare il giornale o pagare il caffè così, ma ci provi da noi e veda cosa le rispondono", insiste.

Abbiamo raccolto la sfida e, mentre per comprare il quotidiano "siamo dovuti andare a prelevare", al bar ci è andata meglio: "Signorina, non ha contanti? Metta via la carta di credito, il caffé glielo offro io".

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