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Nobel, è morto il fisico Isamu Akasaki inventore del primo Led

02 aprile 2021 | 15.23
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Aveva 92 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla Mejo University, di cui era professore emerito

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(Afp)

L'ingegnere e fisico giapponese Isamu Akasaki, Premio Nobel per la Fisica nel 2014 per l'invenzione dei Led (Light Emitting Diode), è morto giovedì mattina (1 aprile), in un ospedale di Nagoya all'età di 92 anni per le complicazioni di una polmonite. L'annuncio della scomparsa è stato dato oggi dalla Mejo University, di cui era professore emerito. Akasaki aveva sviluppato dalla fine degli anni '80 i Led, rivoluzionari dispositivi elettronici che, sfruttando le proprietà ottiche di alcuni materiali, producono la luce in maniera più efficiente sul fronte energetico e sono più rispettosi per l'ambiente.

Nato a Chiran il 30 gennaio 1929, Isamu Akasaki si era laureato all'Università di Kyoto nel 1952 e aveva conseguito il dottorato in ingegneria presso l'Università di Nagoya nel 1964, dove aveva iniziato la carriera accademica. Nel frattempo aveva svolto attività di ricerca presso la Matsushita Electric Industrial, ora del gruppo Panasonic Corp.

Nel 1992 aveva ottenuto la cattedra di fisica alla Mejo University e dal 2004 era direttore del Research Center for nitride semiconductors presso lo stesso ateneo. Ha condotto ricerche nel campo della tecnologia dei semiconduttori che nel 1989 lo hanno portato a sviluppare il Led blu con giunzione p-n al nitruro di gallio (Gan). Insignito di numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Kyoto per la tecnologia (2009) e la Medaglia Edison dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers (2011), nel 2014 ha ricevuto, con Shuji Nakamura e Hiroshi Amano, il Premio Nobel per la fisica "per l'invenzione di efficienti diodi emettitori di luce blu che hanno permesso di ottenere fonti di luce bianca a risparmio energetico".

L'Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato il Nobel per la Fisica 2014 agli scienziati giapponesi Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e all'americano Shuji Nakamura "per l'invenzione dei diodi a emissione di luce blu che hanno consentito di potenziare - si legge nelle motivazioni di Stoccolma - e rendere più brillanti le fonti di luce bianca consentendo un contestuale risparmio di energia".

"Con l'avvento dei Led, sempre più diffusi, abbiamo oggi alternative più efficienti e durature rispetto alle vecchie fonti di luce" e, aggiunge l'Accademia Svedese, i tre scienziati "sono riusciti dove tutti avevano fallito". "La loro invenzione è stata rivoluzionaria. Come le lampade a incandescenza hanno rappresentato il XXesimo secolo, il XXIesimo secolo sarà identificato con le luci emesse dalle lampade a led", ha aggiunto ancora l'Accademia di Stoccolma nelle motivazioni del prestigioso riconoscimento.

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