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Nobel nella bufera

07 aprile 2018 | 12.55
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Foto di repertorio (Afp) - AFP

L'Accademia Reale Svedese, che ogni anno assegna il Premio Nobel per la Letteratura, è finita nella bufera con l'accusa di "reticenza" e di essere venuta meno ai propri principi di "integrità morale".

Klas Ostergren, Kjell Espmark e Peter Englund, con lettere inviate ai giornali di Stoccolma, hanno dichiarato di non voler essere più accademici, intendendo così protestare contro le divisioni interne all'istituzione per lo scandalo per le molestie e le violenze sessuali che avrebbe coinvolto una personalità del mondo della cultura svedese sposata con un membro dell'Accademia, identificata dalla stampa nella poetessa Katarina Forstensson.

I tre giurati non possono dimettersi perché la carica è a vita ma hanno la possibilità di non partecipare ai lavori, ovvero alle selezioni dei candidati per il Nobel. I membri dell'Accademia sono 18 e due di loro da tempo non sono più attivi.

Con i tre nuovi dimissionari, salgono a cinque i giurati che intendono astenersi dall'attività accademica e il loro annuncio è arrivato proprio alla vigilia delle riunioni convocate per scegliere la rosa ristretta dei candidati al Nobel 2018, con il nome del vincitore che verrà annunciato il prossimo ottobre.

Espmark ha scritto una lettera ai quotidiani 'Svenska Dagbladet' e 'Dagens Nyheter' affermando: "L'integrità è la linfa vitale dell'Accademia Svedese. Quando all'integrità dell'Accademia, si preferiscono le amicizie e altre considerazioni irrilevanti, allora io non posso più partecipare al lavoro dell'istituzione". "Sono state prese decisioni che non posso né sostenere né difendere e ho quindi deciso di non partecipare più ai lavori dell'Accademia Svedese", ha scritto Englund in una lettera.

Ostergren, in una dichiarazione inviata a 'Svenska Dagbladet', sostiene che l'Accademia Svedese ha avuto seri problemi da molto tempo "e ora ha cercato di risolverli facendo precedere oscure considerazioni ai suoi stessi statuti. Pertanto, ho deciso di non partecipare più alle sue attività e ora sono fuori dai giochi".

Le polemiche interne all'Accademia Svedese sono una costante nel tempo anche se sono sempre arrivate attutite all'esterno. Nel 2016, secondo indiscrezioni pubblicate dalla stampa svedese, la scelta di assegnare il Premio Nobel della Letteratura al 'menestrello del rock' Bob Dylan avrebbe provocato divisioni profonde tra i giurati. Il caso più clamoroso risale al 1989 quando tre giurati lasciarono l'Accademia per denunciare la mancata assegnazione del Nobel allo scrittore angloindiano Salman Rushdie, autore di 'I versetti satanici', condannato a morte con una fatwa emessa dallo ayatollah iraniano Ruhollah Khomeini. L'Accademia Svedese però non accettò le dimissioni sostenendo che non lo permette il regolamento che prevede l'incarico a vita al momento dell'accettazione della nomina.

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