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'Non aiuta l'occupazione', Ue stronca Garanzia Giovani

05 aprile 2017 | 16.27
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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Ritardo nei pagamenti, eccesso di tirocini e basso tasso di registrazione. E ancora, strategia sbagliata nell'organizzazione dei dati e lunghi tempi di attesa. Sono questi, in sintesi, i principali motivi di rimprovero che la Corte dei conti europea muove all'Italia riguardo l'attuazione di Garanzia Giovani. Il programma varato dall'Ue nel 2014 a sostegno degli under 30 inattivi, a distanza di oltre tre anni dall'adozione, presenta più criticità che benefici. E' quanto emerge dal report pubblicato di recente dalla Corte e realizzato per valutare il contributo fornito dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile in sette Stati membri, tra cui l'Italia. "La situazione attuale", si legge nel testo, "non rispecchia le aspettative inizialmente create dall'introduzione della Garanzia per i giovani, volta a far sì che tutti i Neet ricevano, entro quattro mesi, un'offerta qualitativamente valida".

Al contrario, la Corte ha riscontrato che nessuno degli stati oggetto di analisi è stato in grado di fornire a tutti gli iscritti un'offerta entro i quattro mesi previsti. In particolare, l'Italia ha 'aggirato' la procedura calcolando il periodo a partire dalla data in cui un Neet viene valutato e ne viene definito il profilo, piuttosto che dal momento in cui si registra nel sistema. "Il che significa", conclude la Corte, "che il tempo effettivo di attesa per il giovane è addirittura più lungo.

Altro rimprovero mosso all'Italia è che si è puntato troppo sui tirocini non incentivando l'occupazione, ferma al 31% del totale a fronte del 64% in Irlanda e del 90% in Francia. Nel documento della Corte infatti si legge che "l'occupazione è la destinazione più comune per le 'uscite positive' in tutti gli Stati membri visitati, eccetto l'Italia, dove i tirocini rappresentano il 54% di queste". Tirocini, tra l'altro, anche retribuiti al termine di "ritardi significativi", calcolati in una media di "64 giorni".

Un ulteriore problema che ha ostacolato il successo del programma in Italia è l'adozione di una strategia sbagliata relativa al procedimento di registrazione. Invece di trasferire automaticamente i dati dei Neet, già registrati ai vari servizi pubblici per l'impiego, nell'elenco di Garanzia Giovani, si è optato per la creazione di un nuovo database che, si spiega nel report, "ha comportato un ulteriore onere per i Neet e un tasso di registrazione molto basso".

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