cerca CERCA
Mercoledì 12 Maggio 2021
Aggiornato: 11:01
Temi caldi

"Non ci sto", quando lo disse Scalfaro

19 ottobre 2018 | 20.18
LETTURA: 2 minuti

alternate text
(Fotogramma)

"Non ci sto". Un altro 'topos' della politica italiana riemerge grazie al vicepremier Luigi Di Maio che ricorre a una diretta Facebook per respingere l'accusa di essere stato distratto sul condono in Consiglio dei ministri. Quello stesso per il quale aveva evocato la "manina" che avrebbe manipolato il testo. E il copyright del termine allusivo spetta a Bettino Craxi che nel 1990 così lasciò intendere di ritenere Giulio Andreotti postino 'politico' del memoriale Moro rinvenuto a Milano, in via Monte Nevoso.

Il 'Divo Giulio' rintuzzò l'addebito, parlando, al contrario e in modo mirato, di "manona", quella appunto di Craxi. E così, come ciliege nel giardino della prima Repubblica, una citazione tira l'altra: il leader M5S, infatti, ha usato la stessa espressione divenuta famosa, in circostanze ben più drammatiche, con un messaggio a reti unificate dell'allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.

Il 3 novembre 1993 il capo dello Stato entrò nelle case degli italiani per dire, appunto, che non ci stava ad essere accusato di aver percepito dal servizio segreto civile, quando era ministro dell'Interno (proprio con Bettino Craxi premier) 100 milioni di lire al mese. E respingeva in modo sdegnato, dunque, le affermazioni dell'ex direttore del Sisde, Riccardo Malpica, da poco finito agli arresti proprio per la vicenda dei fondi neri. Da allora, quel "non ci sto" pronunciato in modo particolarmente veemente è rimasto fissato negli annali della politica.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza