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Non solo Liguria, nei mari 100mila tonnellate di greggio all'anno

23 aprile 2016 | 16.47
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(Xinhua)

Un fenomeno importante, quello degli sversamenti d’idrocarburi. Secondo i dati di Unep Map (United Nation Environment Programme - Mediterranean Action Plan) ogni anno finiscono in mare, e quindi in parte anche sulle coste del Mediterraneo, oltre 100mila tonnellate di greggio. Il risultato? Sono 38 milligrammi per metro cubo: questa la concentrazione di idrocarburi nell’acqua del Mediterraneo.

Il pericolo di inquinamento da prodotti petroliferi è frutto essenzialmente di due tipologie di cause: gli incidenti (come nel caso di Genova) e le attività operazionali (come carico e scarico delle petroliere e delle navi cisterna, rifornimento e attività di routine).

Si stima che oltre il 40% degli sversamenti di idrocarburi nel Mediterraneo è causato da attività operazionali di routine e solo il 21% da incidenti di diversa rilevanza.

Un rischio a cui gli enti locali si presentano impreparati. Secondo Legambiente, infatti, solo un comune costiero su cinque ha predisposto un elenco delle zone sensibili da proteggere prioritariamente in caso di sversamento di idrocarburi e appena il 16% possiede piani locali antinquinamento.

Il Mediterraneo presentava già molti anni fa la più alta densità di idrocarburi dispersi in acqua a livello mondiale. Secondo il rapporto State of the Mediterranean Marine and coastal Environment della Convenzione di Barcellona, il traffico marittimo costituisce la fonte principale di inquinamento da idrocarburi in Mediterraneo, che può essere quantificata complessivamente in circa 100-150.000 tonnellate annue.

A una così elevata quantità di prodotti petroliferi dispersi in mare contribuiscono anche l’inquinamento derivante da terra e quelle derivante dalle coltivazioni off-shore.

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