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Non solo meeting a Davos, sedute di meditazione per 'fermare la mente'

26 gennaio 2018 | 12.33
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MUST CREDIT: Bloomberg photo by Simon Dawson - Bloomberg

In giacca e cravatta o in tailleur alla ricerca della "pace interiore". Non solo meeting, incontri, riunioni d'affari e appuntamenti frenetici, al World Economic Forum di Davos c'è spazio anche per il silenzio e per "fermare la mente" in apposite sedute di meditazione. Seduti di fronte alle cime innevate, i partecipanti al vertice possono cominciare la giornata meditando, guidati dalla voce soave della guru Jayanti Kirpalani che sussurra: "la pace non è fuori, ma dentro di voi".

L'abito bianco della rappresentante del movimento Brahma Kumaris, scuola di meditazione indiana, risalta sugli abiti scuri e formali dei partecipanti, che si lasciano trascinare dalla 'voce guida'. Obiettivo: insegnare a 'staccare la spina' e a "prendersi una pausa dalla frenesia del summit", così come nella vita di tutti i giorni.

La cosiddetta 'piena coscienza', alla base della meditazione - pratica ormai di grande diffusione in tutto il mondo con differenti e numerose scuole - mira a concentrarsi esclusivamente sul 'qui e ora', su ciò che accade nel presente, nel proprio corpo e nella mente.

Una pratica, quella meditativa, che favorisce la concentrazione sul lavoro e migliora il benessere grazie a una pausa quotidiana di "rigenerazione" che permette di allontanarsi da situazioni di stress e di 'ricentrarsi', per non essere travolti dal quotidiano. Aumenta inoltre la flessibilità psicologica ed emotiva e migliora le relazioni interpersonali. Non è un caso se la meditazione è molto diffusa nella Silicon Valley, dove molte aziende offrono sedute ai dipendenti e hanno spazi ad hoc.

Proprio la salute e lo stress da lavoro sono al centro di diversi panel di discussione al Summit. Secondo uno studio pubblicato dal Wef, sono circa 320 milioni nel mondo le persone che soffrono di depressione, e nel 2016, oltre 10 mila casi di disturbi psichiatrici (dall'ansia, all'insonnia, allo stress post traumetico) sono stati riconosciuti come malattia da lavoro, con un costo stimato intorno a 230 milioni di euro. Nel Regno Unito, l'Istituto Mindfulness Initiative stima che problemi di salute mentale sono all'origine di 70 milioni di giornate lavorative perse sul lavoro ogni anno.

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