cerca CERCA
Lunedì 30 Gennaio 2023
Aggiornato: 19:16
Temi caldi

"Non sono un terrorista, denuncio tutti"

26 marzo 2018 | 10.27
LETTURA: 3 minuti

alternate text
Atel Mathlouthi (foto da Facebook/Chi l'ha visto?)

"Non sono un terrorista, non sono latitante, la polizia tunisina mi ha interrogato tutto il giorno. Denuncio tutti!". ''Chi l'ha visto?' ha rintracciato in Tunisia Atef Mathlouthi, il 41enne segnalato da una lettera anonima all'ambasciata italiana a Tunisi in relazione a una presunta minaccia terroristica contro l'Italia e Roma in particolare.

"Dal 2012 sono in Tunisia e non sono più uscito dal Paese - ha detto l'uomo nel corso di un'intervista telefonica -. Non sono in fuga, non sono scappato". "Io lavoro in un bar per mandare soldi a mia moglie, sono arrivato al bar e l'ho trovato circondato dalla polizia. Mi hanno detto che a Roma sono ricercato", ha spiegato dalla Tunisia.

Secondo quanto scritto nella missiva anonima, l'uomo sarebbe stato intenzionato a compiere attentati a Roma. Dopo la segnalazione, sabato sera nella Capitale è scattata la caccia all'uom . La foto segnaletica del tunisino, diramata agli uffici investigativi, è stata diffusa da diversi media e tutti i comandi dei carabinieri di Roma e i servizi esterni sul territorio sono stati allertati.

"Hanno fatto spaventare mia moglie e i miei bambini" che vivono in Sicilia, ha continuato il tunisino spiegando che sulla missiva anonima è in corso "un controllo, un'indagine". Contattata da 'Chi l'ha visto' la moglie dell'uomo, che vive a Palermo con i figli, ha spiegato che il marito "si trova in Tunisia perché ha il permesso di soggiorno scaduto". L'avvocato della donna ha aggiunto che l'uomo ha "sempre seguito le vie della legge per ottenere i visti, che gli sono stati negati e non si è mai sottratto a controlli della polizia. E' un lavoratore, non ha interessi né agganci a Roma".

"L'ipotesi", riferita dall'avvocato della famiglia del tunisino, è che dietro alla missiva ci sia "la brutta fine di un contenzioso economico" che il tunisino avrebbe avuto con il "compagno della signora che ha mandato questa lettera". L'accusa nei confronti del tunisino, ha precisato il legale, "è infondata".

Oggi l'allarme è rientrato: il tunisino al momento non è ritenuto un pericolo concreto e attuale, come rende noto la Questura di Roma, dove oggi si è svolta una riunione operativa presieduta dal Questore Marino. Nel corso della riunione sono stati pianificati i servizi di vigilanza, ordine e sicurezza connessi agli eventi religiosi in programma per la ricorrenza della Pasqua. "La vicenda - si legge nella nota della Questura - è in fase di ulteriore approfondimento, ma non ha determinato alcuna allerta in considerazione del fatto che, l'innalzamento standard della misure di sicurezza per Pasqua era stato già pianificato".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza