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'Notte bianca' davanti al Miur contro la Buona Scuola

23 settembre 2015 | 19.11
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Presidio sotto l'ombrello davanti al Miur per una settantina di precari e non per la 'notte bianca' contro la riforma della scuola. Un sit-in organizzato da varie sigle, tra cui il 'coordinamento precari scuola', 'auto convocati scuola', 'comitato per il sostegno alla legge di iniziativa popolare per la buona scuola per la Repubblica', Unicobas, per dire no alla 'buona scuola' targata Renzi.

Intanto è iniziato verso le 17.20 tra il ministro dell'istruzione Stefania Giannini e i sindacati di categoria l'incontro sull'attuazione della riforma della scuola. ''Mi auguro che sia un incontro di apertura per riaprire un dialogo, anzi aprire visto che non c'è mai stato - ha detto Pino Turi, segretario generale di Uil-scuola prima di entrare al Miur per l'incontro - Bisogna vedere se il governo e il ministro hanno la stessa intenzione. Con il clima che c'è avrebbe tutto l'interesse ad aprire un dialogo con il mondo della scuola attraverso i sindacati''.

"Siamo ancora qui a protestare contro la buona scuola - dice una delle manifestanti con una tavolozza in mano con scritto 'Renzi dimettiti' - Crediamo che questa riforma si possa ancora ritirare. Contestiamo tutto, anche il bonus da 500 euro che consideriamo un tappa bocca, una elemosina". sulla stessa linea un'altra insegnante, anche lei sotto la pioggia davanti al Miur. ''Noi sosteniamo la legge di iniziativa popolare (Lip) che è per una scuola costituzionale - dice - in nome dell'art.33 sulla libertà di insegnamento. Le linee programmatiche del P.O.F con la 'buona scuola' vengono indicate dal dirigente scolastico in barba all'art.33 che garantisce la libertà di insegnamento, questo è il primo principio costituzionale che viene tradito da questa riforma''. Bocciato anche il bonus per la formazione. ''Ringrazio Renzi - continua - per i 500 euro per noi docenti di ruolo, come se solo noi dovessimo fare auto-formazione e non anche i colleghi precari che sono validissimi. Io li rifiuto i 500 euro, li rimetto al mittente. Vorrei piuttosto il rinnovo del contratto collettivo che è fermo dal 2006. Se andiamo a contabilizzare tutti gli scatti arretrati, altro che 500 euro una tantum''.

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