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Novant'anni dopo, il salto con gli sci femminile fa il suo debutto olimpico

09 febbraio 2014 | 13.33
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Il salto con gli sci femminile fa il suo, tanto atteso, debutto olimpico martedì, più di un secolo dopo il primo salto di una donna, e 90 anni dopo l'ingresso del salto maschile come sport olimpico avvenuto nel 1924. Una delle principali favorite è la giapponese Sara Takanashi, mentre la campionessa del mondo, l'americana Sarah Hendricksen sta tornando da un lungo infortunio. Le due dominano questo sport insieme all'austriaca Daniela Iraschko-Stolz, ma anche i padroni di casa della Russia hanno una speranza di medaglia con Irina Avvakumova, oltre ad una squadra tedesca forte con la più giovane atleta ai Giochi di Sochi, Gianina Ernst, che ha compiuto 15 anni il 31 dicembre.

"Essere qui è fare la storia. Voglio che più persone possibile possano vedere che le donne possono fare il salto con gli sci. Ci sono voluti 90 anni per noi per arrivare qui", ha detto l'americana Lindsey Van, prima campionessa del mondo nel 2009. La Van si riferiva alle Olimpiadi Invernali del 1924, ma il primo salto di una donna è arrivato 13 anni prima, nel 1911, con un salto di 22 metri effettuato dalla contessa Paula Lamberg in Austria.

La dirigenza della FIS non ha riconosciuto il salto femminile fino al 1999. I possibili danni alla colonna vertebrale e al grembo delle donne nell'atterraggio erano state le ragioni per cui è sempre stato respinto. La FIS inoltre affermava che troppo poche nazioni avevano i trampolini. "E' ancora un lungo cammino", aveva detto il presidente della FIS Gian-Franco Kasper, appena 13 anni fa ai mondiali di Lahti in Finlandia. Le donne hanno gareggiato a livello di Continental Cup dal 2004, prima di ottenere finalmente la loro Coppa del Mondo nel 2010-11. Da allora Van (2009) e Iraschko-Stolz (2011) hanno vinto il titolo.

Il salto femminile non era stato approvato dal Comitato Olimpico Internazionale per i Giochi di Vancouver 2010, ma ora anche le donne possono finalmente volare dal RusSki centre, per il loro debutto tanto atteso. "Meritano il loro posto alle Olimpiadi", ha detto l'allenatore della squadra maschile austriaca Alexander Pointer. "Le donne hanno dovuto lottare per la loro posizione. Quando vedo le gare di oggi vedo un grande livello e competizioni emozionanti. Ci sono tre principali saltatrici e molte altre contendenti".

Sara Takanashi, 17 anni, è la favorita dopo aver dominato la Coppa del Mondo con 10 vittorie su 13 eventi e andando a podio nelle altre tre gare. "Naturalmente spero di vincere l'oro, ma prima devo fare un sacco di cose per questo", ha detto la giapponese. Sarah Hendricksen ha vinto la Coppa del Mondo nel 2012 ed ha battuto la Takanashi per l'oro ai Mondiali dello scorso anno, ma è tornata ad allenarsi solo l'11 gennaio dopo un infortunio ai legamenti del ginocchio in estate. "Non sono molto contenta di questi salti. Non sono buoni come vorrei in questo momento", ha detto la Hendrickson. "Il mio ginocchio non è ancora al massimo, ma è il meglio che potessi sperare in questa situazione. Ancora mi dà qualche fastidio".

Nel 2011 la campionessa del mondo Iraschko-Stolz ha subito lo stesso infortunio, ma ha recuperato, conquistando il terzo posto in Coppa del Mondo dietro alla Takanashi e alla tedesca Carina Vogt. Oltre ad essere una delle pioniere del salto femminile, la Iraschko-Stolz è anche un'atleta apertamente omosessuale. Ma ha detto che non ha intenzione di protestare contro la Russia sulla controversa legge anti-gay, visto che altri problemi sono più pressanti nel paese ospitante i Giochi, ma sottolinea anche che può essere un modello per gli atleti russi. "Penso che ci siano cose peggiori. Tuttavia, forse posso ancora essere un modello per le persone che la pensano come me e che non hanno avuto una vita così facile", ha detto recentemente l'atleta.

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