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Nove anni al padre che decapitò figlia 14enne, proteste in Iran

28 agosto 2020 | 18.07
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La sentenza pronunciata nella provincia settentrionale di Gilan ha scatenato la rabbia della madre della ragazza e di molti iraniani che hanno inondato i social di commenti.

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(Afp)

Sta sollevando polemiche in Iran la condanna a nove anni di carcere, da molti ritenuta troppo leggera, comminata a un uomo che ha decapitato la figlia 14enne. La sentenza è stata pronunciata nella provincia settentrionale di Gilan e, come riporta l'agenzia di stampa 'Isna', ha scatenato la rabbia della madre della ragazza e di molti iraniani che hanno inondato i social di commenti.

Secondo l'Isna', la ragazza al centro della vicenda si chiamava Romina e viveva nella città di Hashtpar, sul Mar Caspio. La giovane, scappata di casa con un ragazzo più grande di cui si era innamorata, al suo ritorno a casa fu vittima di un atroce delitto d'onore. Il padre la decapitò con un'ascia mentre dormiva.

L'omicidio di Romina spinse anche il presidente Hassan Rohani a chiedere un'inasprimento della pena prevista dalla legge per questo genere di reati. Secondo la legge iraniana, i delitti d'onore sono punibili fino a un massimo di 10 anni di reclusione e con un risarcimento economico alla famiglia della vittima. L'omicidio invece è punibile con l'ergastolo o la pena di morte.

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