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Guardian e NYT

Usa: nuove rivelazioni Snowden, Nsa e Gchq alleate anche in raid droni

24 giugno 2015 | 17.40
LETTURA: 3 minuti

I documenti illustrano le possibilità di errore dietro ai bombardamenti, come nel caso di Lo Porto

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L'ex contractor della Nsa Edward Snowden in video collegamento dalla Russia durante una riunione del Consiglio d'Europa a Strasburgo (Afp)

Emergono nuovi dettagli della collaborazione tra i servizi di intelligence e di controspionaggio elettronico statunitensi e britannici. Nuovi documenti segreti forniti dalla 'talpa' Edward Snowden al Guardian e al New York Times rivelano che l'agenzia britannica Gchq ha fornito un aiuto decisivo alla Nsa Usa anche nelle campagne aeree condotte con i droni in Pakistan e Yemen. Al programma segreto, denominato 'Overhead', ha partecipato anche l'Australia.

I documenti, sostiene il Nyt, contengono dettagli sulle procedure di individuazione dei sospetti terroristi bersaglio dei droni e rivelano come i bombardamenti possano portare all'uccisione di civili innocenti. Come, sottolinea il quotidiano Usa, nel caso del raid nel quale a gennaio rimase ucciso l'italiano Giovanni Lo Porto insieme allo statunitense Warren Weinstein, entrambi tenuti in ostaggio da Al Qaeda al confine tra Afghanistan e Pakistan.

Nei documenti segreti forniti dall'ex contractor della Nsa Snowden viene indicato nel dettaglio un unico bombardamento con i droni, effettuato dalla Cia nello Yemen il 30 marzo del 2012. Nell'attacco vennero uccisi due uomini, entrambi indicati come membri di Al Qaeda nella Penisola Arabica, la propaggine yemenita dell'organizzazione terroristica fondata da Osama Bin Laden. Uno dei due uomini è identificato come Khalid Usama, il cui nome non era mai stato reso pubblico in precedenza.

All'epoca, gli Stati Uniti e i loro alleati temevano che i terroristi avessero sviluppato delle tecniche per consentire agli attentatori suicidi di superare senza essere scoperti i controlli di sicurezza negli aeroporti e imbarcarsi su voli di linea. Secondo l'intelligence statunitense Usama era "un medico che aveva sperimentato tecniche per impiantare chirurgicamente esplosivi" nei corpi degli aspiranti kamikaze. Per questo ne fu ordinata l'uccisione.

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