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Nuovo Dpcm, ipotesi smart working fino al 75%

12 ottobre 2020 | 14.23
LETTURA: 1 minuti

Il testo con la proposta visionato dall'Adnkronos

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(Fotogramma/Ipa)

Ampliamento dello smart working al 70%-75%. E' una delle proposte elaborate in vista del nuovo Dpcm a cui sta lavorando il governo. "La modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all'art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro", si legge nel testo visionato dall'Adnkronos. Inoltre, nello stesso testo, si specifica che è previsto un "rafforzamento del controllo sul territorio per assicurare il rispetto delle misure previste".

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