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Nuovo Dpcm Natale, governatore Marche: "Non desertificare l'economia"

01 dicembre 2020 | 17.49
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(Afp)

"C'è un sentimento di esasperazione che sta emergendo con grande forza. Bisogna dare messaggi univoci e di grande buon senso con misure che consentano il controllo del contagio senza desertificare l'economia". E' l'appello che Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, rivolge al governo in vista del nuovo Dpcm, alla luce della linea di rigore emersa dal nuovo incontro con le regioni in vista delle prossime festività natalizie e di fine anno.

Il governo, spiega Acquaroli intervistato dall'Adnkronos, "dovrebbe contemperare diverse esigenze, da una parte la sicurezza, la salute e la tenuta del sistema sanitario dall'altra le esigenze economiche e sociali. E' un equilibrio difficile, ma visto che presumibilmente dovremo convivere ancora a lungo con il virus credo sia importante consentire alle attività economiche di operare, ovviamente nel rispetto stringente delle regole, che devono essere ferree. Chi è in grado di rispettare tutte le procedure deve potere lavorare. Se per Natale si chiude tutto il virus non gira ma si rischia di creare un problema di tenuta socio economica grandissimo".

Una delle questioni su cui il governo non sembra voler derogare è quello del divieto di mobilità tra le regioni. "Credo sia una cosa poco concepibile da un punto di vista concettuale, non dovrebbe essere vietato muoversi tra le regioni se non c'è un motivo specifico", spiega Acquaroli, e fa l'esempio della sua regione. "Le Marche hanno gli outlet per la vendita dei prodotti delle nostre eccellenze manifatturiere: nel periodo natalizio tantissimi partivano da altre regioni per venire a comprare. Non vedo rischi ad andare ad acquistare in un outlet marchigiano se uno è umbro o toscano o laziale o abruzzese. Una regione come le Marche, che vanta questo tipo di economia, ne sarebbe fortemente penalizzata".

Anche i ricongiungimenti familiari a giudizio del governatore non andrebbero vietati. "E' un errore impedirli a priori, i grandi esodi non sono opportuni ma bisogna discernere, e consentire i ricongiungimenti tra familiari stretti. Io - conclude Acquaroli - distinguerei il ricongiungimento familiare stretto da altre fattispecie e la possibilità di raggiungere il territorio di una ragione limitrofa per motivi economici e di commercio".

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