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Obama a Pechino per il vertice Apec: "Rispetto per i diritti umani". Stretta di mano tra Xi e Abe

10 novembre 2014 | 08.38
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Nel suo intervento all'Apec Ceo summit il presidente americano ha chiesto al paese ospite una svolta democratica. Probabile uno "scambio di vedute" col presidente russo Vladimir Putin. Colloquio tra il presidente cinese e il premier giapponese, non accadeva dal 2011

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Barack Obama all'Apec Ceo summit (Foto Xinhua)

E' stato sui diritti politici e la libertà di stampa il primo discorso di Barack Obama ai cinesi. Il presidente americano, arrivato oggi a Pechino per il vertice Apec dei leader dell'area Asia-Pacifico, è intervenuto all'Apec Ceo summit, evento economico collegato al vertice. Obama ha ricordato che anche se ogni paese è differente "sappiamo che, se possono scegliere, i giovani chiedono più accesso all'informazione mondiale, non meno", così come i lavoratori, se possono organizzarsi, chiedono più sicurezza sul lavoro e le donne, se hanno una voce, chiedono più accesso ad incarichi politici ed economici. Anche queste "sono questioni chiave per la crescita", ha detto il leader Usa, secondo il quale una crescita sostenibile richiede "un pianeta dove i cittadini respirino aria pulita", ma anche dove tutti i cittadini, senza differenze di "genere, religione, colore o credo", possano partecipare all'interno di "sistemi politici ed economici aperti e trasparenti".

Il capo della Casa Bianca ha raggiunto il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro giapponese Shinzo Abe e quello australiano Tony Abbott arrivati nel week end. A margine del summit di oggi e domani, Obama avrà incontri bilaterali con Abbott, il nuovo presidente Joko Widodo e quello cinese Xi Jinping. Uno degli argomenti centrali del summit sarà il commercio, dove si sovrappongono tuttavia gli accordi per la Free Trade Area of the Asia Pacific (Ftaap) sostenuta da Pechino e la Trans-Pacific Partnership (TPP) portata avanti da Washington. Una cena di benvenuto riunirà questa sera i leader dei paesi dell'Apec: Australia, Brunei, Canada, Cile, Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Indonesia, Malaysia, Messico,Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Perù, Russia, Singapore, Taiwan,Thailandia, Stati Uniti e Vietnam.

Intanto un importante passo avanti verso lo scioglimento delle relazioni congelate tra Cina e Giappone è stato fatto prima prima dell'inizio del vertice. Shinzo Abe ha infatti incontrato il presidente cinese Xi Jinping, dopo oltre due anni di tensioni legate alle dispute territoriali nel mar orientale della Cina. Fin'ora Xi aveva ignorato tutte le richieste d'incontro, ma venerdì il ministero degli Esteri cinese ha reso noto che le due parti avrebbero "gradualmente ripreso i colloqui politici, diplomatici e di sicurezza".

L'ultimo incontro formale fra un primo ministro giapponese e un presidente cinese risale al dicembre 2011. Divisi dalla memoria storica dell'occupazione giapponese in Cina, i due paesi hanno una disputa territoriale su un gruppo di isolette che Tokio chiama Senkaku e Pechino indica come Diaoyu, reclamate anche da Taiwan.

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