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A Roma

Occhio alla truffa del termosifone, si fingono tecnici e svuotano casa: il racconto

22 febbraio 2017 | 12.18
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Foto di repertorio (AdnKronos)

di Paola Lalli

"Buongiorno, sono un tecnico dei termosifoni. Devo fare un rapido controllo: avendo immesso nell'impianto una sostanza a base di mercurio, dobbiamo verificare che sia stato eliminato". Con questa scusa un uomo, alto circa un metro e 85 cm, vestito da operaio con giacca e pantaloni grigi e accento del Nord, si è presentato alla porta di un 83enne che vive in un quartiere centrale di Roma.

Anche se più volte i figli avevano avvertito lui, un medico in pensione, e la moglie di non aprire a nessuno, al suono del campanello senza pensarci hanno spalancato la porta. Così è iniziata la truffa che si è conclusa con una cassaforte svuotata di tutti i gioielli e di ricordi di una vita. Una truffa che, a quanto pare, è più diffusa di quanto si pensi: da Nord a Sud, i finti tecnici dei termosifoni che hanno raggirato anziani svaligiando le case in pochi minuti abbondano: basta fare una ricerca sul web per rendersene conto.

Perché tutto accade davvero in pochi minuti. "Ho mostrato a questo signore, che aveva in mano una specie di telecomando rosso con una luce che si accendeva a intermittenza, dove fossero i termosifoni", racconta all'Adnkronos l'anziano aggiungendo: "Mi ha detto che nel calorifero della cucina era rimasto ancora del mercurio ma che sarebbe stato eliminato nell'arco di un quarto d'ora".

Ovviamente prima di iniziare il suo 'tour' il ladro truffatore, che "mostrava 45-50 anni", ha chiesto se in casa ci fosse qualcun altro. "Ho risposto che c'era mia moglie, che a quel punto ci ha raggiunto", spiega l'83enne. Inserendo uno spinotto in una presa, l'uomo ci ha detto che c'era un'interferenza forse dovuta alla presenza di strutture di metallo. "Potrebbe essere la cassaforte. Ne avete una?", ha detto il finto tecnico.

A leggere una cosa del genere, la prima cosa che ti viene in mente è: "Ma non è possibile, non si può essere così ingenui", come gli hanno detto i figli. Eppure evidentemente si può. Ma forse, a quel punto, la loro ingenuità gli ha evitato una sorte peggiore: essere picchiati. "Siamo stati noi ad aprire la cassaforte e a continuare con lui il giro della casa", dicono arrabbiati e con le lacrime agli occhi.

Nel frattempo il truffatore ladro, che aveva fatto in modo di non chiudere la porta di casa, è stato raggiunto da un complice che, mentre gli altri erano in un'altra stanza, ha ripulito la cassaforte e se l'è squagliata. Quel po' di rumore fatto andando via ha fatto capire che l''operazione' era stata portata a termine. Il finto tecnico a quel punto ha concluso in un attimo la sua ispezione e ha infilato la porta.

"Quando mi hanno chiamato per dirmi quanto era accaduto non potevo crederci - dice una delle figlie - non sono degli sprovveduti, leggono i giornali e ascoltano i tg, sanno che queste cose accadono. Ma è come se in quella situazione il cervello si fosse spento. Ovviamente queste persone sanno dove colpire, si approfittano della debolezza degli anziani azzerando con questi furti tutti i loro ricordi". "A parte il danno di migliaia di euro, ciò che ora fa più male è l'essere stati privati di oggetti ai quali erano legati dei ricordi importanti: il fidanzamento, la nascita di un figlio, le nozze d'argento", conclude la donna.

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