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Salute

Occhio alle intossicazioni, i cibi da asporto che non dovresti mai riscaldare

03 giugno 2016 | 13.57
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Avere gli occhi più grandi dello stomaco. Proverbio conosciuto da golosi e non, spesso messo in pratica per acquisti alimentari take away (quelli a portar via). Una volta mangiato quanto necessario per saziarsi, però, ci si ritrova nel piatto buona parte del cibo. Con un pensiero: "Ho già il pranzo (o la cena) per domani".

Scelta compiuta anche per non sentirsi in colpa nel dover buttare via, ad esempio, del pollo al curry. Ma se non cotto perfettamente, il pollame potrebbe causare una seria intossicazione alimentare . E non è detto che una seconda cottura possa migliorare la situazione.

Secondo quanto riporta l''Independent', citando dati della 'Food Standards Agency' (dipartimento del Regno Unito che si occupa di salute pubblica), sono circa 1 milione le persone colpite ogni anno da intossicazioni. Di queste, 244mila casi ogni anno sono collegati al pollame. Ed è il batterio 'Campylobacter' ad essere uno dei più diffusi, con circa 280mila infezioni all'anno nel Regno Unito.

Ma c'è anche il riso, tra gli alimenti a cui prestare attenzione. "Se preso come piatto da asporto, dovrebbe essere consumato subito - ha detto un portavoce del dipartimento all''Independent' - perché il riso avanzato, soprattutto se condito con uova, può essere associato alla presenza del batterio 'Bacillus cereus', che può portare a un'intossicazione alimentare".

E conclude: "Se il cibo da asporto era congelato, deve essere cotto completamente entro 24 ore dallo scongelamento. Consigliamo sempre di scongelare il cibo nel frigo". Infine, "prima di mangiare, assicuratevi che il cibo avanzato sia stato riscaldato a fondo ad una temperatura di 70° per 2 minuti".

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