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Fisco: ok Cdm a decreto per riordino accise su tabacchi

01 agosto 2014 | 10.26
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Discende dalla delega conferita al governo a definire un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita.

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Via libera dal Cdm al decreto legislativo per il riordino delle accise sui tabacchi. Lo ha riferito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, al termine della riunione di ieri sera del Consiglio dei ministri.

“Su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, il Consiglio - si legge nella nota di Palazzo Chigi - ha approvato in esame preliminare, al fine dell’invio alle commissioni parlamentari per il parere prescritto, uno schema di decreto legislativo in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei e dei fiammiferi, che discende dalla delega conferita al governo a definire un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita e, in particolare, a introdurre norme per la revisione delle imposte sulla produzione e sui consumi”.

“Per i tabacchi il governo ha ritenuto opportuno - si spiega - modificare un regime di imposizione (quello della cosiddetta accisa minima) che, nei fatti, esiste ormai solo sul piano formale (tenuto conto delle ripetute pronunce di sua disapplicazione) e non persegue più le finalità per le quali lo stesso era stato introdotto. L’intervento mira a superare la questione di pregiudizialità sollevata in materia innanzi alla Corte di Giustizia e persegue obiettivi di riduzione dell’accessibilità del tabacco e di tutela della sicurezza dell’attuale gettito erariale”.

Il decreto, quindi, modifica il regime di imposizione della cosiddetta 'accisa minima', tenuto conto delle ripetute pronunce di sua disapplicazione, e assicura il mantenimento dell’attuale gettito erariale. "Lo schema - prosegue la nota - prevede un 'onere fiscale minimo', l’accisa più Iva, pari a 170 euro il chilogrammo. Questa previsione risulta coerente con gli obiettivi propri di un onere minimo di tassazione (esigenza di tutela degli interessi erariali e della salute pubblica), in quanto incide in misura più rilevante sui prezzi molto bassi ed in misura più attenuata sui prezzi via via più elevati, così da implicare un riposizionamento verso l’alto dei prodotti di prezzo basso e molto basso. Il provvedimento pertanto eleva l’aliquota dal 58,5% al 58,7%, con un leggero inasprimento fiscale".

Il decreto prevede anche la modifica dell’accisa minima del 'tabacco trinciato fino' per arrotolare le sigarette, con l’applicazione di un’accisa minima pari a euro 115 il chilogrammo (oggi l’accisa minima è pari a euro 105,30 il chilogrammo".

Il testo introduce, poi, la nuova categoria dei 'tabacchi da inalazione senza combustione', per i quali prevede una disciplina specifica, sia rispetto alle normali sigarette sia rispetto ai prodotti per l’inalazione senza combustione di sostanze diverse dal tabacco già in commercio. "Per questi prodotti - si sottolinea - si prevede una tassazione calibrata su quella che grava sulle sigarette, attraverso l’introduzione di un’accisa pari al 60% di quella che grava sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale rilevato per l’anno 2013. La minore tassazione si giustifica considerando la minore nocività del prodotto rispetto alle sigarette tradizionali".

Inoltre, lo schema di decreto legislativo rivede anche la tassazione dei liquidi, che non hanno una funzione medica, immessi nelle cosiddette 'sigarette elettroniche'. In particolare, la norma stabilisce, anche per questa tipologia di prodotti, l’applicazione di un’imposta commisurata a quella delle sigarette ma ridotta, in considerazione della loro minore nocività.

"Analogamente ai tabacchi da inalazione senza combustione, anche in questo caso - spiega la nota - è previsto un procedimento per determinare l’equivalenza con un chilogrammo convenzionale di sigarette e, da qui, determinare l’accisa, in misura ridotta del 40% dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale rilevato per l’anno 2013".

Infine, viene eliminata l’imposta di consumo sui fiammiferi, con conseguente liberalizzazione della produzione e della vendita.

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