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Olimpiadi Pechino, boicottaggio diplomatico anche da Australia, Gb e Canada

08 dicembre 2021 | 12.14
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Dopo l'annuncio degli Stati Uniti

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(Afp)

Dopo gli Stati Uniti arriva anche da Australia e Gb il boicottaggio diplomatico dei Giochi Olimpici invernali di Pechino. Il premier australiano Scott Morrison ha citato i numerosi contrasti tra Pechino e Canberra quale motivo del boicottaggio, oltre agli "abusi dei diritti umani" nello Xinjiang e molte altre questioni. Tuttavia, Morrison ha confermato che al pari di quanto faranno gli atleti Usa anche quelli australiani prenderanno parte ai Giochi.

Anche il premier Boris Johnson ha annunciato che nessun ministro britannico sarà presente alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Pechino, il 4 febbraio prossimo. Johnson ha definito "effettivamente" l'assenza di rappresentanti governativi un boicottaggio diplomatico. Johnson ha risposto così alla Camera dei Comuni al question time se il Regno Unito intendesse seguire l'esempio di Stati Uniti, Australia e Lituania.

E in serata il Canada si unisce a Stati Uniti, Australia e Regno Unito e annuncia il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali di Pechino. "Siamo estremamente preoccupati per le ripetute violazioni dei diritti umani da parte del governo cinese - ha detto il premier canadese Justin Trudeau, motivando la decisione di non inviare alcuna delegazione ufficiale ai Giochi che si apriranno il 4 febbraio -. Non dovrebbero essere sorpresi che non manderemo alcuna rappresentanza diplomatica".

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