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Oltre 4mila cristiani uccisi nel 2014 in tutto il mondo

15 marzo 2015 | 15.50
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I dati della Ong protestante Open Doors. Numeri drammatici, che indicano nel 2014 un anno terribile per la persecuzione dei cristiani in tutto il mondo: 4.344 quelli uccisi, una cifra che nell'ultimo biennio, complice la nascita dello Stato Islamico in Siria e Iraq e dei terroristi di Boko Haram in parte dell'Africa, è quadruplicata

Numeri drammatici, che indicano nel 2014 un anno terribile per la persecuzione dei cristiani in tutto il mondo: 4.344 quelli uccisi, una cifra che nell'ultimo biennio, complice la nascita dello Stato Islamico in Siria e Iraq e dei terroristi di Boko Haram in parte dell'Africa, è quadruplicata. Le chiese attaccate, bruciate, distrutte, risultano almeno 1.062. Sono i dati forniti nell'ultimo rapporto della Ong protestante Open Doors.

Nel 2012 i cristiani assassinati per via della loro fede erano 1.201, nel 2013 sono passati a 2.123, fino ad arrivare ai 4.344 del 2014. Nell'elenco di 50 Paesi della World Watch List 2015, ordinati secondo l'intensità della persecuzione che i cristiani affrontano solo per il fatto di confessare e praticare attivamente la fede, al primo posto c'è la Corea del Nord, che mantiene il primato per il tredicesimo anno di seguito. Così come non cambiano le stime sui cristiani rinchiusi nei campi di prigionia nordcoreani: tra i 50.000 e i 70.000.

I primi dieci Paesi dove i cristiani hanno subito violenza, sono a maggioranza islamica: dopo la Corea del Nord figurano infatti nella lista Somalia, Iraq, Siria, Afghanistan, Sudan, Iran, Pakistan, Eritrea, Nigeria. L'entrata di altri tre stati africani (Sudan, Eritrea e Nigeria) nella top 10 è segno che l'Africa è uno scenario centrale. Ci sono poi tre new entry nella lista complessiva: Messico, Turchia e Azerbaijan.

Nel 2014, i paesi dove i cristiani hanno sperimentato maggiore violenza sono stati in questo ordine: Nigeria, Iraq, Siria, Repubblica Centrafricana, Sudan, Pakistan, Egitto, Myanmar, Messico e Kenya.

L'estremismo islamico, evidenzia Open Doors, che si conferma come fonte principale di persecuzione, ha due centri di gravità globali: uno nel Medio Oriente arabo e l'altro nell'Africa subsahariana e, persino, in stati a maggioranza cristiana i credenti stanno sperimentando un livello senza precedenti di esclusione, discriminazione e violenza. Il rapporto della Ong sottolinea infine l'imponente fenomeno dei rifugiati/profughi in fuga da Paesi come Siria, Iraq, ma anche Nigeria e altri paesi africani, un movimento che sta cambiando la geografia cristiana del mondo.

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