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Omicidio a Roma, ucciso a coltellate: c'è un fermo

22 giugno 2020 | 10.28
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La vittima, un 33enne, è stata trovata ieri sera a largo del Badile, nella zona del Tiburtino Terzo. Fermato un conoscente 41enne, ha ammesso le proprie responsabilità

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Immagine di repertorio (Fotogramma)

E' stato trovato morto ieri sera alle 23.30 a largo del Badile, nella zona del Tiburtino Terzo a Roma. La vittima, un tunisino di 33 anni, aveva gravi lesioni da arma da taglio al torace e alla testa. Sul posto, dopo la segnalazione al 112 Nue, è arrivato il 118 che a sua volta ha avvisato i carabinieri. Le indagini sono condotte dai militari di Montesacro e dalla Settima sezione del Nucleo investigativo. Nella notte, i carabinieri hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un albanese di 41 anni, incensurato, con l’accusa di omicidio aggravato.

Erano le 23 di ieri, quando l'uomo, al culmine di una discussione per futili motivi con un suo conoscente, il di 33enne poi deceduto, già conosciuto alle forze dell’ordine, lo avrebbe colpito più volte. Subito dopo l’omicidio, il 41enne si sarebbe allontanato dal posto. L'accoltellamento sarebbe avvenuto per un eccesso di rabbia aggravata dallo stato di ebbrezza alcolica. In seguito all'allarme lanciato dal personale sanitario che ha tentato, invano, di soccorrere la vittima, sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri della VII Sezione del Nucleo Investigativo di Roma per i rilievi tecnici, mentre i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro hanno immediatamente avviato un’attività d’indagine che ha portato, nella notte, all’identificazione del presunto responsabile.

Il 41enne è stato rintracciato dai carabinieri mentre camminava, apparentemente senza meta, lungo la via Tiburtina. Al momento del fermo, l'albanese si era disfatto sia dei vestiti indossati durante l’aggressione, sia dell’arma utilizzata. La maglia, ancora sporca di sangue, è stata trovata dai militari in un cassonetto dell’immondizia. Un coltello sporco di sangue con una lama di 24 centimetri è stato sequestrato, ritrovato dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Montesacro nel cassonetto della raccolta del vetro in via del Badile, non lontano dal luogo del delitto. In caserma, durante l’interrogatorio, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità in merito all’omicidio e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato portato nel carcere di Regina Coeli. La salma del tunisino è stata trasportata all’Istituto di Medicina Legale del “Verano” per il successivo esame autoptico.

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