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Omicidio Ciatti, padre Niccolò: "Pena minima non è giustizia"

05 luglio 2022 | 17.17
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"Offesa la sua memoria, come si possono trovare attenuanti? Faremo ricorso, ad assassini si dà ergastolo"

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Niccolò Ciatti (Fotogramma)

"Con immensa amarezza ho appreso che è stata data la pena minima. Una sentenza di 15 anni di carcere in un caso come questo non è giustizia. E' un'offesa a Niccolò e a tutti noi. Eppure c'era il verdetto della giuria popolare che aveva riconosciuto l'omicidio volontario aggravato, la cui pena massima in Spagna è di 25 anni, e c'era la richiesta del pm di dare al colpevole 24 anni di carcere e 9 di libertà vigilata. E' incomprensibile: vorrei sapere quali sono le attenuanti che il presidente del Tribunale ha riconosciuto al colpevole". Lo dice all'Adnkronos Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il ragazzo ucciso in Spagna a Lloret de Mar, commentando la sentenza del Tribunale di Girona che ha inflitto 15 anni di carcere al ceceno Rassoul Bissoultanov.

"Mio figlio stava ballando - ha aggiunto Luigi Ciatti - ed è stato violentemente aggredito e, come si può vedere da un video, era già a terra quando è stato poi colpito alla tempia. Il responsabile lo ha quindi colpito per uccidere. Mi viene spontaneo pensare all'omicidio di Willy e alle sentenze di ergastolo che sono state date agli assassini. Come si possono trovare delle attenuanti? Ovviamente presenteremo ricorso e andremo avanti per cercare di dare un minimo di giustizia a nostro figlio".

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