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Omicidio Diabolik, a sparare fu killer professionista albanese

25 aprile 2021 | 14.03
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Lo rivela l'Espresso

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''Ciò che possiamo rivelare oggi è che a sparare è stato un sicario professionista di nazionalità albanese. Alto, corporatura atletica, occhiali da sole, una bandana in testa, maglia e pantaloni da fitness e in vita un marsupio, dove nascondeva l’arma''. E' quanto rivela L'Espresso' in un articolo a firma di Francesca Fagnani sull'omicidio di Fabrizio Piscitelli, ultras della Lazio conosciuto con il soprannome di Diabolik, ucciso il 7 agosto di due anni fa su una panchina del parco degli Acquedotti di Roma.

''L’hanno notato in molti in quel parco correre con disinvoltura verso la panchina dove sedeva Piscitelli, hanno sentito lo sparo e lo hanno visto allontanarsi, scavalcando la ringhiera che delimita il parco dal marciapiede di via Lemonia'', si legge nell'articolo.

''Tra le tante stranezze di quel giorno ci sono due circostanze di cui siamo venuti a conoscenza e che se confermate sarebbero clamorose. Dopo l’omicidio, qualcuno avrebbe anticipato l’arrivo della polizia per la perquisizione a casa di Fabrizio Piscitelli a Grottaferrata. Per far sparire qualcosa? Per portar via il denaro, tanto, anzi tantissimo, che nascondeva in casa?'', rivela ancora L'Espresso.

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