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Omicidio 'Diabolik', la pistola si è inceppata dopo il primo colpo

08 agosto 2019 | 11.57
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Oggi l'autopsia. L'accusa è omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Nella notte è comparso uno striscione

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(Foto Adnkronos)

Dopo il primo colpo si sarebbe inceppata la pistola del killer che ieri sera, poco prima delle 19 nel parco degli Acquedotti, a Roma, ha ucciso con un colpo alla testa il capo ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli noto come 'Diabolik'. Il killer stava quindi per sparare un secondo colpo. Gli investigatori stanno scandagliando le immagini registrate dalle telecamere della zona in cerca di elementi utili alle indagini e sentendo testimoni. Nel parco a quell'ora c'erano decine di runner, famiglie con bambini e persone a passeggio con i cani. Sull'esecuzione, forse un regolamento di conti, avvenuta in pieno stile mafioso, indaga la Squadra Mobile di Roma, coordinata dalla Dda.

Alle 19 di ieri, seduto insieme a Fabrizio Piscitelli sulla panchina, c'era il cubano che gli faceva da autista. Era presente quando il killer che li ha sorpresi alle spalle, esplodendo il proiettile che ha ammazzato il leader degli Irriducibili. L'uomo è stato ascoltato a lungo dagli agenti della Squadra Mobile sulle tracce dell'assassino fuggito a volto coperto.

All'appuntamento al parco senza la solita 'scorta' di amici albanesi al seguito, Diabolik era tranquillo. Si fidava della persona che avrebbe dovuto incontrare. Lo conosceva, secondo gli inquirenti che hanno passato al setaccio il cellulare della vittima.

Al momento gli inquirenti che indagano sull'omicidio non mettono da parte nessuna pista per quella che appare come un'esecuzione compiuta da un killer esperto, un "professionista". Le indagini a 360 gradi non escludono, infatti, il coinvolgimento della criminalità organizzata, sia italiana che estera. Piscitelli, come spiegano gli inquirenti, era un personaggio che aveva molti affari con vari gruppi anche in realtà straniere.

Già nelle scorse ore è stato ascoltato dalla Squadra Mobile l'autista che di solito lo accompagnava a tutti gli appuntamenti, così come anche ieri sera.

Omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. A questa ipotesi lavorano gli inquirenti. Il fascicolo sulla morte di Diabolik è affidato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino. Oggi sarà effettuato all'istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata l'esame autoptico sul corpo.

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