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Omicidio Firenze, 46enne uccisa in casa: arrestato il fratello

21 settembre 2022 | 12.12
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La donna trovata morta a Signa, l'uomo era irrintracciabile da ieri sera. Una lite per questioni economiche il movente

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Ci sarebbe un movente legato ad una lite per questioni economiche all'origine del femminicidio avvenuto nell'hinterland di Firenze, nel comune di Signa: la vittima è Carla Cintelli, 46 anni, e ad ucciderla, probabilmente dopo averla strozzata, sarebbe stato il fratello, Marco Cintelli, 50 anni, sposato e padre di un figlio, che è stato dichiarato in stato di fermo al termine di un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri da parte del pubblico ministero Vito Bertoni. L'uomo è stato poi trasferito in carcere con l'accusa di omicidio volontario.

"Al termine dei preliminari accertamenti investigativi e tecnici condotti nella giornata odierna sul conto del fratello della vittima da parte dei carabinieri della compagnia di Signa", si legge in una nota dell'Arma a proposito dell'arresto di Marco Cintelli, le indagini "sinora condotte hanno consentito di ricostruire come il delitto parrebbe essere maturato nell'ambito dei rapporti familiari tra i due, che emergerebbero da tempo caratterizzati da pendenze economiche ancora da chiarire nel dettaglio. E' questo il quadro che avrebbe condotto a una discussione tra i due fratelli, poi degenerata con l'omicidio della donna".

Non ancora chiare, invece, le esatte tempistiche dei fatti - avvenuti tra venerdì e la notte scorsa - per le quali si dovrà attendere l'esame autoptico disposto dal magistrato titolare dell'inchiesta. Si intende accertare l'esatta causa del decesso: sul corpo della 46enne non ci sarebbero segni né di armi da taglio né di armi da fuoco.

Il corpo privo di vita della Cintelli, che non era né sposata né aveva figli, e risultava disoccupata, è stato trovato questa mattina in un appartamento di via Don Minzoni 18 a pochi passi dalla stazione di Signa. I carabinieri, sul posto con la scientifica, hanno avviato le indagini subito per omicidio.

Tutto è iniziato nella serata di martedì 20 settembre, quando si è presentata nella caserma di Signa la moglie del 50enne, elettricista, denunciandone la scomparsa, essendosi lo stesso resosi irrintracciabile sin dalla serata di venerdì scorso. L'uomo, secondo quanto riferito dalla moglie, aveva deciso di allontanarsi dalla propria abitazione, dove conviveva con la famiglia, per andare a trascorrere qualche giorno a casa della sorella.

Pur avendo immediatamente attivato tutte le procedure del caso, vani sono risultati i tentativi di rintracciare da ieri sera tanto lo scomparso, tanto la sorella. In particolare, non solo non è stato possibile contattare i due per telefono, hanno spiegato gli investigatori, ma la stessa abitazione della donna è risultata chiusa e senza nessuno all'interno, già da quando gli stessi parenti hanno provato ad effettuare delle ricerche sul posto.

Le indagini dei carabinieri hanno così sin da subito preso due direttrici: da una parte cercando di comprendere se l'uomo - che in passato parrebbe avere rappresentato propositi suicidi - avesse compiuto qualche gesto estremo, dall'altra se potesse essere successo qualcosa di grave anche alla parente, vista l'improvvisa ed ingiustificata irreperibilità della stessa.

Questa mattina il 50enne è stato poi rintracciato nascosto in un capanno nei pressi della propria abitazione. Immediatamente dopo i sospetti, accresciutisi nel corso delle ore, che fosse capitato qualcosa anche alla sorella sono divenuti realtà, quando si è fatto accesso all'abitazione della donna, trovandola senza vita.

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