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Omicidio in Piazzale Loreto a Milano, fermato un presunto killer

10 dicembre 2016 | 08.41
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A meno di un mese dall'efferato omicidio di un giovane dominicano lasciato morente dopo una serie di coltellate e una ferita da arma da fuoco in piazzale Loreto, a Milano, gli agenti della Squadra Mobile hanno fermato, con un provvedimento convalidato ieri a Siena, uno dei presunti killer. Si tratta di Moni Ozuna Jeison Elias, anche lui dominicano, di 26 anni, irregolare sul territorio e con qualche precedente.

Dopo l’omicidio del connazionale è immediatamente fuggito da Milano per nascondendosi in una villetta di Bettolle, nel senese, dove è stato fermato dai poliziotti milanesi in collaborazione con la Squadra Mobile di Siena. Il ragazzo, già individuato dai fotogrammi riprese da alcune telecamere e dalla descrizione che di lui avevano fatto alcuni testimoni presenti all'aggressione, aveva lasciato subito Milano dove risiedeva, come ultimo indirizzo, in un monolocale in via Rogoredo.

Il giovane aveva trovato riparo presso una zia, regolare, che vive in una villetta in provincia di Siena. Dopo l'omicidio di Antonio Rafael Ramirez, morto due giorni dopo l'aggressione, era fuggito dal capoluogo lombardo ed aveva letteralmente 'smontato' il suo cellulare per non essere individuato. Per telefonare ha usato nel frattempo utenze telefoniche a lui non riconducibili, per cercare aiuto al fine di lasciare definitivamente l'Italia. Ma una ricarica telefonica, che ha fatto nel comune del senese, lo ha fatto notare e descrivere agli inquirenti che lo hanno poi localizzato nella notte tra lunedì e martedì scorso in casa della zia.

Sentendosi braccato, il giovane in un primo momento si é nascosto in bagno ma é stato fermato. Agli agenti ha subito fornito indicazioni per individuare la pistola usata, una Beretta calibro 7.65 che è stata ritrovata dagli agenti a Pioltello, comune alle porte di Milano, dove l'arrestato l’aveva nascosta in un’area industriale e che ora verrà sottoposta ad accertamenti balistici e tecnici. Poi ha taciuto e anche davanti al giudice per la convalida del fermo si é avvalso della facoltà di non rispondere.

Agli inquirenti ha riferito solo che l'aggressione di Antonio Rafael Ramirez é maturata dopo una lite, avvenuta in passato, per una partita da mezzo chilo di cocaina. Niente 'guerre' tra gang latinos, insomma, affermano oggi gli agenti della Squadra Mobile. Per lui la 'caccia all'uomo' fatta dagli inquirenti coordinati dal pm Piero Basilone di Milano si ferma qui mentre prosegue per il secondo presunto killer allo stato ancora latitante.

Intanto il Questore di Milano, Antonio De Iesu, parla di "un primo passo verso una maggiore serenità dei milanesi" che si sono "sentiti insicuri" dopo il delitto efferrato avvenuto in una zona centrale di Milano affollata in un'orario, le 19, a cavallo tra la fine dello shopping e l'inizio dell'aperitivo. "E' stato un fatto grave -ha ricordato il Questore- che ha segnato la nostra città". Un evento, ha concluso "che deve essere chiuso con una risposta chiara e netta".

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